giovedì 30 marzo 2017

Nuova pagina di accesso su Google

Stamattina molti di voi, mentre hanno compiuto l'accesso su Google, avranno notato sicuramente quest’avviso.

Nelle prossime settimane ci saranno novità e farà il suo esordio, una nuova pagina per inserire le credenziali.

La scelta è dovuta alle seguenti motivazioni:
  • Aspetto essenziale e semplice.
  • Maggiore velocità nella procedura di accesso.
  • Standard uguale su computer, telefoni e tablet.

Pertanto, se nei prossimi giorni noterete modifiche, sarà dovuta al nuovo restyling, per ragioni di sicurezza che valgono sempre, mi raccomando di controllare sempre che ci sia il lucchetto nella pagina dell'indirizzo del vostro browser.

Fonte: Google


Proverbio del giorno


Il tempo da consiglio.


mercoledì 29 marzo 2017

Ascoltate di Vladimir Vladimirovic Majakovskij


Ascoltate

Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che qualcuno vuole che esse siano?
Vuol dire che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?
E tutto trafelato,
fra le burrasche di polvere meridiana,
si precipita verso Dio,
teme d’essere in ritardo,
piange,
gli bacia la mano nodosa,
supplica
che ci sia assolutamente una stella,
giura
che non può sopportare questa tortura senza stelle!
E poi
cammina inquieto,
fingendosi calmo.
Dice ad un altro:
«Ora va meglio, è vero?
Non hai più paura?
Sì?!».
Ascoltate!
Se accendono
le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che è indispensabile
che ogni sera
al di sopra dei tetti
risplenda almeno una stella?

 Vladimir Vladimirovic Majakovskij


Il Congresso degli Stati Uniti azzera la privacy online: vendita dei dati senza consenso degli utenti


Articolo da StartupItalia!

Se ti conosco, posso offrirti quello che già desideri. E farlo nel momento in cui lo vuoi o lo cerchi. E scordati la privacy. Questa in sintesi è la logica del direct marketing online, il marketing diretto su Internet. Offrire al cliente quello che è più propenso a desiderare è oggi molto più facile di prima grazie alla scienza dei big data e ai sistemi di profilazione online.

Il mercato dei dati personali che fa gola agli ISP


Dati personali come l’email, il numero di telefono o l’indirizzo di casa, dati sensibili come l’appartenenza politica, religiosa e sindacale, informazioni sull’orientamento sessuale, i dati sanitari, sono protetti dalle leggi sulla privacy, ma da oggi sempre di meno, perché gli Internet Service Provider americani saranno autorizzati a rivendere a terzi quel tesoretto di informazioni unito ai nostri dati di navigazione: dove ci siamo connessi per quanto tempo, con quali strumenti.

La decisione del Congresso americano di abolire la privacy per legge

Negli Usa la Camera dei rappresentanti ha azzerato le tutele della privacy su internet per gli operatori di connettività, gli Isp. 215 voti a favore contro 205 contrari hanno ribadito la decisione già presa al Senato con un margine risicatissimo (50-48), aprendo la strada alla deregolamentazione di Internet con effetti globali. La decisione riguarderà tutti visto che molti siti e servizi che usiamo nel nostro paese sono ubicati negli Usa e quindi soggetti solo alla regole di quel paese. E la cosa grave è che aziende come Verizon, AT&T, Comcast non avranno bisogno di ottenere il consenso dei propri utenti per vendere alle agenzie di marketing tutte le informazioni che collezionano dalle nostre navigazioni. Pensate cosa accadrà quanto Google porterà la connettività in tre quarti del pianeta.

Le 5 cose che gli ISP potranno fare d’ora in avanti

Perciò d’ora in avanti i provider potranno fare 5 cose che già facevano prima di nascosto senza essere più esposti alle lamentele e alle class action dei loro clienti.

1. Iniettare cookies di tracciamento invisibili e non cancellabili in tutto il traffico HTTP

Anche con la navigazione in Incognito o in Private Browsing, quando usiamo un tracker-blocker, o abbiamo la funzione Do-Not-Track accesa potranno inserire un unico identificatore (li chiamano anche supercookies) in tutto il traffico non cifrato col risultato di tracciare in dettaglio tutta la navigazione.

2. Preinstallare software nel telefonino e registrare ogni url visitata


Potranno preinstallare negli smartphone nuovi di zecca un software che traccia l’uso di ogni app, la visita dei siti web e farsi mandare questi dati dai venditori dei telefonini o delle app preinstallate.


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Fonte: StartupItalia! 

Autore: 
Arturo Di Corinto 

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported


Articolo tratto interamente da StartupItalia!


Volpi di città


Articolo da OggiScienza

SPECIALE MARZO – Sempre più persone scelgono la vita in città per godere di servizi, attività culturali, per rimanere più vicine al luogo di lavoro. Ma la city life non riguarda solo la nostra specie: sempre più censimenti, studi e progetti di citizen science mostrano come gli animali si avvicinano e si stabiliscono nei centri abitati. Non solo pipistrelli, roditori e ricci, ma falchi pellegrini (come quelli che abitano a Manhattan) e creature ancor più grandi come le volpi (Vulpes vulpes), che anche in città continuano comunque a condurre una vita “riservata” e a evitare, quando possibile, i contatti con noi.

Disboscamento e attività minerarie non sono infatti le uniche modalità con le quali modifichiamo l’ambiente; anche l’urbanizzazione gioca un ruolo sempre più importante e spesso ha effetti negativi sugli animali selvatici, perché porta a una degradazione o a una frammentazione dell’habitat. Così sempre più specie sono costrette a spostarsi dalla loro casa, bloccate da grandi strade e infrastrutture, assordate dal traffico o esposte a fonti di cibo alternative (come le discariche) che finiscono per alterarne il comportamento e la biologia.

Altre, come la volpe, se la cavano invece piuttosto bene: essendo predatrici generaliste hanno accesso a nuove possibilità alimentari, non solo rifiuti e scarti di cibo umani ma un gran numero di piccioni e ratti. Allo stesso tempo possono trovare rifugio nei giardini e, a conti fatti, sopravvivere con meno fatica rispetto a quella che richiederebbe sostentarsi con la sola caccia in natura. Niente attività industriali o agricole a disturbarle, niente (o quasi) pesticidi a ridurre il numero di lombrichi nel terreno e temperature tendenzialmente più calde rispetto al resto del territorio. Ma quante sono le volpi cittadine?

Mentre nuove città si attrezzano per tenere d’occhio la propria popolazione di volpi – come ha fatto di recente anche Vienna – la più studiata è probabilmente quella inglese.

Nel 2013 un gruppo di ricercatori guidati da Dawn Scott, biologa ed esperta di conservazione dell’Università di Brighton, ha sfruttato l’approccio della citizen science per quantificare il numero di volpi urbane. Attraverso annunci televisivi, hanno chiesto ai cittadini di diventare “avvistatori di volpi” e raccolto così i dati. Oltre a farsi un’idea della popolazione di questi mammiferi nelle aree di città, il loro obiettivo era anche identificare eventuali legami tra determinate caratteristiche urbane e la presenza e densità delle volpi. Nel giro di un paio di settimane hanno ricevuto quasi 17 500 segnalazioni. Il risultato? Sorprendente, nonché fotografia di un grosso cambiamento in corso, ma iniziato negli anni 1930, con i primi avvistamenti di volpi in città.

La distribuzione delle volpi tra Inghilterra e Galles è cambiata sensibilmente nel corso di poco più di un ventennio, con oltre il 90% delle aree un tempo senza o quasi senza volpi, circa 65 città e dintorni, che ormai erano tappa abituale dei piccoli canidi. Più parchi e zone verdi c’erano in una determinata porzione di territorio, maggiore era la densità di volpi avvistate. In mancanza di dati davvero aggiornati sulla presenza di questa specie in qualsiasi città britannica, scrivevano i ricercatori, è necessario elaborare metodi per un monitoraggio più preciso.

Tra il 2013 e il 2015 Scott e colleghi hanno portato avanti il loro lavoro sulle volpi urbane e a dicembre dell’anno scorso, a un incontro della British Ecological Society, la scienziata ha presentato i dati preliminari delle ultime indagini. Sfruttando la combinazione tra sondaggi, tag sugli animali e modelli per la stima della densità, la quota di volpi odierna in Inghilterra si aggirerebbe intorno ai 150 000 esemplari. Circa cinque volte maggiore rispetto alle stime degli anni Novanta del secolo scorso.

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Fonte: OggiScienza


Autore: 
Eleonora Degano

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da
 OggiScienza




Buongiorno amici




Buongiorno Amici miei,
che il sole brilli nel vostro volto,
che il calore penetri nel vostro cuore.
Che sia una giornata ricca di colori
quelli che accendono di vita e armonia
gli istanti, tanto da renderli unici e speciali.



Stephen Littleword