lunedì 19 febbraio 2018

L'amore credo sia...



"L'amore credo sia quel sentimento che riesce ad uscire indenne dal tempo che passa, che riesce a durare, che vince la stanchezza, la noia, i dolori, le rotture di scatole. Ma bisogna attendere tanto prima di riconoscerlo. Si può dire solo a posteriori se uno ha davvero amato, perché mentre si ama non lo si capisce."

Massimo Troisi


Un carattere indiano manda in crash l'iPhone: ecco come risolvere


Articolo da iPhoneItalia

La questione è nota e ne avevamo già parlato nei giorni scorsi: un particolare carattere di uno degli idiomi indiani manda in crash le applicazioni su iOS e può addirittura portare ad un blocco dell’iPhone. Purtroppo la notizia si è diffusa e con essa la diffusione di questo carattere tra social network e odierni buontemponi che, a loro volta, lo stanno ri-condividendo, consapevoli di poter creare anche un grave disagio agli utenti. Per fortuna, in attesa di un aggiornamento del firmware da parte di Apple ci sono vari rimedi che possono essere messi in atto per limitare il fenomeno.

Innanzitutto capiamo a che livello agisce il bug in questione, per comprenderne rimedi e soluzioni: la visualizzazione del carattere provoca dei problemi quando viene visualizzato in elementi del framework UIKit come TextField, Label e TextView.

Ciò può mandare in crash l’applicazione che tenta di renderizzare il carattere, come avviene ad esempio per Whatsapp, Telegram, social network, ecc. Tuttavia, purtroppo, qualora il carattere venisse visualizzato da una notifica è l’intera springboard (che gestisce l’intera visualizzazione dell’interfaccia) ad andare in crash. A quel punto iPhone si riavvia e continua a riavviarsi e va in BootLoop. Purtroppo in questo caso chi ha provato a riavviare forzatamente l’iPhone (cosa da non fare, come abbiamo già scritto) si è visto il telefono bloccato sulla mela, irrimediabilmente.

Vedremo qui di seguito come “vaccinarsi” ed essere immuni da questo problema e qualche consiglio utile per risolvere il problema.

Come evitare di incorrere in questo problema:

Per non incorrere in questo problema le strade sono due: installare l’ultima beta pubblica di iOS 11.3 (che non soffre di questo bug) o eliminare l’anteprima delle proprie notifiche, finché Apple non rilascerà un apposito aggiornamento.

Per installare una beta pubblica è necessario iscriversi al relativo programma di public beta di Apple a questo indirizzo: successivamente il sito indicherà tutti i semplici passi da compiere per installare il relativo certificato su iPhone e procedere poi all’aggiornamento. Chiaramente le raccomandazioni sono le solite che si fanno per qualunque beta, fatelo con consapevolezza, siate consapevoli che non è una versione stabile del sistema e fate sempre preventivamente un backup!


Se non volete complicarvi troppo la vita e preferite restare a versioni stabili di iOS in attesa che Apple fixi il problema potete temporaneamente disabilitare l’anteprima delle notifiche: basterà recarsi in Impostazioni -> Notifiche -> Mostra anteprime -> Mai.

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Fonte: 
iPhoneItalia



Autore: Giovanni Longo


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Articolo tratto interamente da 
iPhoneItalia


Proverbio del giorno


Per alta che sia la montagna, un sentiero si trova sempre.


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In Germania mezzi pubblici gratis contro l'inquinamento


Articolo da Tekneco

Essen, Bonn, Mannheim, Herrenberg e Reutlingen, sono queste le 5 città tedesche in cui, in via sperimentale, verranno testati entro la fine dell’anno i “mezzi pubblici gratis”. Il governo federale tedesco, insieme agli stati federali e ai comuni, per ridurre il numero di veicoli privati e fronteggiare il grave problema dell’inquinamento atmosferico, stanno seriamente prendendo in considerazione il trasporto pubblico gratuito. La proposta, che sta facendo molto discutere, arriva in seguito alla convocazione di Germania e Italia dalla Commissione UE che ha contestato l’eccessivo inquinamento atmosferico e chiede impegni precisi. Il governo tedesco si è detto disposto a coprire il buco da 13 miliardi che deriverebbe dai mancati introiti derivanti dall’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici, per evitare la sanzione da parte della Corte di Giustizia europea per l’eccesso di gas di scarico rilevato in 130 città del Vecchio continente. La proposta contenuta in una lettera inviata da tre ministri di Berlino, inclusa la responsabile dell'ambiente Barbara Hendricks, al commissario europeo all'Ambiente, il maltese Karmenu Vella, a parer di molti, ha anche lo scopo di lasciarsi alle spalle lo scandalo del 'dieselgate', che ha scosso l'industria dell'auto tedesca.

La questione oltre alla Germania, spaventa molto anche l’Italia, la Francia e la Spagna, nessuna di queste nazioni è riuscita a riportare entro il termine del 30 gennaio le emissioni di diossido di azoto e polveri sottili nei limiti previsti dagli standard comunitari, violazione costerà salate sanzioni economiche. Il ministro dell’Ambiente Galletti, la settimana scorsa, ha riproposto la Strategia Energetica Nazionale (Sen) di cui mancherebbero ancora diversi decreti attuativi. Il 14 febbraio il Coordinamento FREE, che conta 23 associazioni attive nel settore delle rinnovabili, ha ricordato che “nonostante le ripetute rassicurazioni ricevute dalle istituzioni ad oggi la Strategia Energetica Nazionale risulta inattuabile, nella parte che riguarda le fonti rinnovabili di energia, per mancanza di provvedimenti normativi che diano indicazioni concrete per il raggiungimento degli obiettivi individuati”.

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Fonte: 
Tekneco

Autore: redazione Tekneco


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Articolo tratto interamente da 
Tekneco 


domenica 18 febbraio 2018

18 milioni di persone a rischio esclusione sociale


Articolo da Rete dei numeri pari

Don Luigi Ciotti: “I poveri non chiedono elemosina ma dignità e la povertà è un reato contro la dignità delle persone”. La rete dei Numeri Pari chiede un immediato confronto con le forze politiche su un tema centrale per democrazia e coesione sociale totalmente eluso dal dibattito politico ed elettorale.

Roma, 15 febbraio 2018 – A seguito del seminario i love dignità tenutosi ieri, 14 febbraio, presso la Casa internazionale delle Donne, la Rete dei Numeri Pari chiede un immediato confronto con le forze politiche per discutere e implementare la proposta sul Reddito Minimo Garantito che lo scorso anno vedeva convergere il 40% di deputati e senatori del M5S, di una parte del PD e SEL raccogliendo più di 100mila firme.

“Per il suo livello di scientificità, la nostra proposta è l’unica in grado di rovesciare la situazione e contrastare davvero povertà, mafie, disuguaglianze, razzismo coniugando solidarietà e dinamismo economico”, spiega Giuseppe De Marzo delle Rete dei Numeri Pari. “È vergognoso che una proposta di cui beneficerebbero 18 milioni di persone a rischio esclusione sociale, oltre che la collettività tutta, non sia mai stata discussa in Parlamento mentre si sia scelto di tagliare il 93% del fondo nazionale per le politiche sociali e i trasferimenti agli enti locali”.

L’Italia è l’unico paese nell’UE a non avere una misura di sostegno al reddito. Il REI non può essere definito come tale perchè seleziona solo una parte dei poveri assoluti senza peraltro garantire loro la realizzazione di un’esistenza libera e dignitosa, come ci dice la normativa europea sul reddito fin dagli anni ’90”, spiega Giuseppe Bronzini, magistrato e parte del BIN Italia. “La nostra proposta in 10 punti è coerente con le indicazioni sovranazionali e le esperienze nazionali già in vigore perché pone al centro la valorizzazione e l’autonomia di scelta del proprio percorso di vita. L’esatto opposto di quello che succede con il REI dove il destinatario unico è la famiglia e tutti sono corresponsabili nella gestione di un pacchettino di 180 euro, di cui 90 versati in contati e l’altra metà in una carta prepagata”.

Il diritto al reddito minimo è previsto dalla nostra Costituzione attraverso i principi di dignità, eguaglianza, solidarietà e lavoro. Il “reddito costituzionale” dev’essere uno strumento di emancipazione e partecipazione attiva, non un’elemosina che lascia i poveri ai margini”, spiega Gaetano Azzariti, costituzionalista. “La prestazione monetaria va necessariamente supportata con misure che garantiscano altri diritti fondamentali come l’accesso a casa, servizi sociali e trasporti”.
“Siamo la generazione più povera dalla seconda guerra mondiale. L’introduzione di un reddito minimo garantito, che per noi si declina in un reddito di formazione, è oramai una riforma necessaria per la sostenibilità del sistema. La politica prenda immediatamente posizione proponendo misure concrete”, afferma Martina Carpani, studentessa e rappresentante della Rete della Conoscenza.

“Il reddito minimo garantito vuole riscattare un’enorme parte dei nostri cittadini esclusi dalla vita democratica del paese e va supportato con misure che garantiscano la possibilità di accedere, fra gli altri, ai servizi culturali”, afferma Tomaso Montanari. “Questo paese ha il 48% degli analfabeti funzionali e un tasso di astensione alle scelte politiche del 30%. Senza l’accesso alla conoscenza, alla cultura, questo paese rischia di diventare un’oligarchia e terreno di populismi e fascismi. Il reddito minimo garantito, quindi, serve non solo a chi lo percepisce ma è uno strumento di interesse strategico della collettività. Libertà e giustizia sposa la proposta di reddito proposta dalla Rete dei Numeri Pari”.


Chiudono le parole di Don Luigi Ciotti: La rete dei Numeri Pari è nata per lottare e sognare mentre oggi sono in troppi a scegliere un prudente silenzio. I poveri non chiedono elemosina ma dignità e la povertà è un reato contro la dignità delle persone. È un crimine di civiltà. Fare politica vuole dire partire dai bisogni e dalle speranze delle persone. Politica è etica della comunità e oggi c’è un divorzio tra politica ed etica. Se la politica è lontana dalla strada e dagli ultimi, la politica è lontana dalla politica ed è quindi un’altra cosa. Dobbiamo alzare al voce perché, pur di avere consenso, si sta calpestando la dignità della persone creando un clima sconcertante”.

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Fonte: Rete dei numeri pari 


Autore: Martina Di Pirro


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Articolo tratto interamente da 
Rete dei numeri pari