martedì 30 agosto 2016

Quando si è tristi...



"Quando si è tristi, basterebbe uscire di casa per trovare consolazione. Il vento può regalarci una carezza che non ci è data da chi amiamo, la pioggia confondere le sue gocce con le nostre lacrime, il sole asciugarci le guance e abbracciarci con il suo calore e un fiore ricordarci, con il suo profumo, che ci sono sempre cose belle: se in quel momento mancano, ritorneranno a esserci in futuro."


Romano Battaglia




lunedì 29 agosto 2016

Le macerie dell’Italia


Articolo da Altrenotizie

Le lacrime, certo. Legittime, sacrosante. La commozione di un intero Paese che sa riconoscere il dolore e cerca di sopravvivervi è degna del massimo rispetto e considerazione. Poi però, passato il cordoglio, le domande, i dubbi e le osservazioni non possono restare nascoste dietro le lacrime. Diversamente si lascerebbero le responsabilità al fato o alla natura, che amica forse non è ma nemmeno le speculazioni lo sono.
Perché quando gli edifici pubblici, che andrebbero edificati con le norme antisismiche previste, vengono giù come in un orrendo videogame, è chiaro che la natura ci mette del suo ma la parte decisiva è la modalità con la quale si è costruito.

L’Italia è un paese ad alto rischio sismico. Per la placca tettonica africana ed euroasiatica che spingono da due punti diversi, per la conformazione stessa del suo assetto orografico e idrogeologico. Eppure non vi sono procedure di allarme sismico, di evacuazione e raccolta come in ogni paese a rischio sismico del mondo. Basta viaggiare per scoprire che ovunque vi sono, tranne che da noi. Dalle sirene per gli allarmi ai piani di evacuazione, all'illustrazione delle procedure da osservare, ogni città a rischio sismico prova a difendersi ed organizza simulazioni di sisma per evidenziare il grado di assimilazione da parte dei cittadini delle procedure da svolgere in caso di terremoto o altro.

Da noi no. Ad eccezione di alcune situazioni, non vi sono esercitazioni per la difesa civile; soprattutto nelle grandi città non c’è nemmeno idea di cosa sia una difesa civile e quanto riesca ad attutire nelle calamità. Tutto, nelle emergenze, è lasciato all'attività dei membri della Protezione civile e ai volontari, con i primi dotati di risorse insufficienti e i secondi che, pur straordinariamente generosi, non possono raggiungere i livelli di efficienza di una struttura preparata specificamente ad affrontare ogni tipo di calamità.

Già l’inesistenza di procedure e piani d’emergenza adeguati al rischio per la popolazione rende ingovernabile ciò che invece (le calamità) potrebbe essere in qualche modo controllato, comunque contenuto nei loro effetti, pare decisamente grave.  Addirittura criminale risulta la riduzione del budget e del personale per i Vigili del Fuoco: che sono abili, competenti, autentico elemento imprescindibile della struttura di soccorso.

Nessun governo ha mai ritenuto di dover fare della prevenzione e dell’addestramento un punto importante del suo programma: certo, comporta spese ma, soprattutto,  ricostruire è molto più profittevole che mantenere. La ricostruzione porta con sé affari fenomenali e circolazione orizzontale e verticale del denaro, con la possibilità di farne passare percentuali a soggetti diversi; dalla politica all'amministrazione, dalle imprese che a loro volta subappaltano e all'indotto.

Le inaugurazioni e i tagli di nastri offrono poi il valore aggiunto del l’esibizione pubblica dei politicanti d’ogni colore (ammesso che vi sia ancora una percettibile differenza cromatica nel quadro politico). Ricostruire è quindi la parola d’ordine: significa gare, appalti, licenze, assegnazioni, denaro che circola e appetiti che si soddisfano, nell'attesa del suo ritorno sotto forma di voti.

La manutenzione, invece, non produce esibizioni di propaganda, non costruisce consenso emotivo. Quando viene fatta, vedi il caso di Norcia, salva interi paesi e migliaia di persone. Agisce in condizioni di normalità e prevede un piano strutturato d’interventi, cosa quanto mai latitante nel Paese. Ma la manutenzione rappresenta un’eccezione, non la norma. Anche per una idea sciagurata della salvaguardia dei suoli, c’è la riduzione al lumicino dei flussi di spesa destinati alla prevenzione, che sono insufficienti in generale, persino per pagare correttamente le imprese alle quali vengono appaltati i lavori, se queste sono serie.


Vige invece la logica del massimo ribasso, contorta e fintamente rigorosa, che in molti casi ha prodotto il proliferare di piccole-medie imprese a scarso valore tecnico ed alta scaltrezza, che in considerazione dei costi previsti sono però le uniche a poter accedere ai bandi.

E qui c’è un altro aspetto non secondario: il procuratore della Repubblica ha detto che benché fossero stati costruiti con criteri antisismici, per come gli edifici pubblici sono franati l’impressione è che fossero stati costruiti con molta sabbia e ben poco cemento armato. Ovviamente utilizzare sabbia e non cemento produce una riduzione enorme dei costi a fronte di identica fattura per chi
commissiona. In questo modo il costruttore realizza un surplus importante di profitto.

Poi l’assenza di monitoraggio dei lavori, di controlli, di verifiche e collaudi, favoriscono le condotte criminogene di personaggi che si definiscono imprenditori ma sono cialtroni la cui unica attività è l’accumulo illegittimo di denaro a spese di tutti. A definitiva conferma dell’inefficacia del codice degli appalti, basta vedere a chi questi sono andati, al giro corruttivo che hanno innescato ed ai risultati ottenuti.

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Fonte: Altrenotizie

Autore: 
Fabrizio Casari

Licenza: Creative Commons (non specificata la versione


Articolo tratto interamente da Altrenotizie.org 


Photo credit AngeloIervolino caricata su YouReporter


Il carro della vita di Aleksandr Sergeevic Puškin


Il carro della vita 

Anche se a volte su di esso il peso è greve,
Agile nell'andare è il carro;
L'ardito cocchiere,il tempo canuto,
Lo conduce,senza scendere di serpa.

Al mattino noi sediamo sul carro,
Siamo felici di romperci la testa
E,disprezzando pigrizia e piaceri,
Gridiamo:và!

Ma a mezzogiorno il nostro coraggio non c'è più;
Siamo stati sballottati;ci sono più temibili
Le scarpate e i burroni,
Gridiamo:và un pò più piano,imbecille!

Corre come prima il carro;
Verso sera ci siamo abituati
E sonnecchiando andiamo verso l'alloggio
E il tempo spinge i cavalli

Aleksandr Sergeevic Puškin



domenica 28 agosto 2016

L'Aquila sette anni dopo


Uno sguardo imparziale sullo "stato delle cose" a L'Aquila, a 7 anni dal sisma del 6 aprile 2009.


L'Aquila fenice: sisma anno VII from Giovanni Lattanzi on Vimeo.


Video credit Giovanni Lattanzi caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Proverbio del giorno


"Ogni raggio dell'alba prenda per mano i tuoi sogni notturni, i più belli. E li conduca alla realtà."

Proverbio tibetano


sabato 27 agosto 2016

Vi segnalo (notizie dal web)


Oggi vi consiglio:


Immagini che devono far riflettere.

I soliti sciacalli tratto da Dove gira il sole

Lo sciacallaggio mediatico che gira in questi giorni.


Il caso del comune umbro: senza vittime, nonostante sia a soli 17 km in linea d'aria dall'epicentro del sisma.


Animazione Terremoto Mw 6.0 Accumoli (Rieti)


La grafica realizzata dall'Ingv, ci mostra come si sono propagate le onde sismiche generate dal terremoto di Mw 6.0 delle ore 03.36 del 24 agosto 2016.

 

Video credit INGVterremoti caricato su YouTube