lunedì 25 settembre 2017

Il razzismo in Italia


Articolo da Altrenotizie

L’abbandono dello Ius Soli da parte del Partito Democratico certifica l’esaurirsi di ogni più piccolo ruolo di barriera culturale e politica alla barbarie montante. Dimostra la definitiva subalternità di un partito incapace di difendere principi e sostenere interessi che non siano quelli delle banche e delle grandi imprese e consegna con ciò il suo ruolo di collante sociale alla più dannosa inutilità. La scusa è la mancanza di consenso parlamentare, ma si tratta di inizio di campagna elettorale.

Oltre che giusto, approvare lo Ius Soli sarebbe stato un segnale forte ad un paese ormai bersagliato da un odio maniacale iniettato via politica e mediatica nelle sue vene. Vittima silente del sonno della ragione, l’Italia non è invasa dagli stranieri ma da trasmissioni televisive che fingono di esercitare il diritto di cronaca per dare voce a criminali travestiti da giustizieri, ad articoli di giornale che accarezzano gli istinti più bassi, con i social media ormai divenuti palestra dei webeti e degli odiatori a tempo indeterminato.

L’Italia ha in buona parte perso il senso comune del civismo e della solidarietà, del buon senso e della ragione. E' sommersa da razzismo, qualunquismo, spaccio d’odio gratuito e a volte inconsapevole, istintivo spesso, ma in diversi casi voluto e pianificato. Ormai sembra inarrestabile la furia iconoclasta degli ignoranti. Uno stato di simbiosi al servizio di una operazione sociopolitica è in corso.
Ci campano sopra una messe di politicanti ignobili che speculano sulle paure per prendere voti, sospinti dai giornali di destra eccitati dal fascismo che lanciano bufale per vendere copie. E’ così che l’intera vicenda delle migrazioni ha assunto il carattere generale delle fake news.

Le bugie, grossolane e continue, hanno sostituito completamente la verità dei fatti, persino il racconto della cronaca. I numeri vengono artatamente gonfiati a dismisura e alcuni sondaggi inventati servono a cavalcare l’onda, che porta alla totale dicotomia di giudizio nei confronti – persino - della violenza sessuale: la vittima e il carnefice non sono distinguibili per quanto fatto ma dal colore che hanno.

L’Italia, dove fino a pochi decenni orsono vigeva il delitto d’onore nel codice penale, è il paese con il più alto numero di femminicidi d’Europa. Sei stupri su dieci sono ad opera di italiani, spesso fidanzati, conviventi o parenti delle vittime, ma solo se è un extracomunitario si fa cenno con aggiunta di rabbia alla nazionalità del carnefice. Il colpevole, insomma, non è una storia di odio verso le donne ed ignoranza, ma è il colore.

Nulla risponde al vero di quanto viene spacciato nella propaganda razzista: solo per citare un esempio, le case ai clandestini non esistono: per il semplice fatto che sono clandestini non possono essere soggetti riconoscibili e destinatari di qualunque diritto. Ovvero: se non sappiamo chi sono e dove sono, come facciamo a dar loro alloggi?

Migranti che ci tolgono il lavoro, dicono, ma anche questo è falso. Semmai ci permettono di non mandare l’Inps al collasso con i loro contributi. Precario, con paghe ignobili e orari indegni, il lavoro è ridotto a schiavitù, ma piuttosto che chiedere il ripristino della civiltà del lavoro, la sue centralità nella vita quotidiana, ce la prendiamo con chi è più schiavo di noi. Basta essere padri o figli adulti per sapere che i ragazzi italiani non vengono assunti nel commercio: si preferiscono gli extracomunitari, ricattabili e soggiogabili, cui assegnare ruoli, orari, paghe e inquadramenti (quando ci sono) da schiavi moderni, tenendosi al riparo da vertenze e altro. Ma noi, invece di accusare e colpire i commercianti evasori e assetati di profitti illegittimi, accusiamo i migranti di toglierci il lavoro.

Allora si passa alla criminalità, come se la nazione che ha dato vita a mafia, ndrangheta, camorra, sacra corona unita, mafia del Brenta e banda della Magliana, prima dell'arrivo dell'immigrazione fosse stata un'oasi di legalità. Poi c’è il denaro: ci si riferisce ai famosi 35 euro giornalieri in carico all’amministrazione dello Stato per ogni migrante dei CIE. Ma che arrivino ai migranti è totalmente falso: i migranti non vedono un euro e quei 35 (quando ci sono) vanno nelle tasche delle strutture che stipulano contratti che poi si guardano bene dall’onorare.


Sarebbe naturale chiedere l’arresto dei titolari di quelle strutture, ma dato che spesso sono legate ai politici di turno, se ne fa a meno, preferendo incolpare i migranti delle ruberie delle italianissime cooperative o società di servizi. L’importante è spararla grossa, trasformare l’informazione in disinformazione, costruire consenso su bugie conclamate che servono all’innesco di un clima da fascismo sociale che tornerà utile sul terreno elettorale.

Del resto i partiti che dovrebbero contrastare sul piano politico la diffusione del morbo razzista si guardano bene dal farlo per interessi elettorali. Piuttosto che svolgere la funzione pedagogica che gli è propria, preferiscono accarezzare il pelo al clima in voga, rinunciando al sacrosanto Ius soli, appunto.

Continua la lettura su Altrenotizie


Fonte: Altrenotizie

Autore: 
Fabrizio Casari
Licenza: Creative Commons (non specificata la versione


Articolo tratto interamente da Altrenotizie.org 



The Green Duck - Blow It Away


Oggi musica folk e irish nel mio blog. Pubblico un brano del gruppo bretone The Green Duck .

Il brano scelto è rilasciato con licenza Creative Commons.

Credits:

Sito ufficiale: https://www.thegreenduck.net/

Jamendo: https://www.jamendo.com/artist/495122/the-green-duck

Facebook: https://www.facebook.com/thegreenduckband/




Video credit JamendoTV caricato su YouTube - licenza : Creative Commons

Questo blog sostiene il Copyleft e quindi anche la musica libera, se sei un artista e vuoi pubblicare il tuo video, basta contattarmi via email


Elezioni in Germania: la Merkel si conferma, ma crollano i partiti tradizionali, avanza la destra xenofoba di Afd


Articolo da Radio Onda d’Urto

Elezioni Germania. Si conferma cancelliera, per la quarta volta, la leader dei democristiani della CDU Angela Merkel, che però insieme al suo partito ha perso quasi 10 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2013, dal 41,5% dell’epoca all’odierno 32,9%.

Voti persi dalla Merkel ma che non sono andati allo sfidante Martin Schulz e all’SPD. Anche i socialdemocratici, infatti, sono crollati dal 25% del 2013 al 20% di questa tornata, il peggior dato della storia del partito. La maggior parte dei voti persi dai partiti tradizionali sono invece stati raccolti dalla destra xenofoba e anti-immigrati di Afd che ha conquistato il 13,2%.
Al loro interno si manifestano però spaccature con la portavoce Frauke Petry la quale ha annunciato stamattina che non farà parte del gruppo parlamentare del partito.


Confermano i risultati delle scorse elezioni i Verdi, con il 9,1% e Die Linke con il 9%. Il 10,4% va infine ai liberali dell’Fdp. La nuova composizione del Bundestag vede quindi la maggioranza (indebolita) della CDU con 243 seggi, a seguire l’SPD con 153 seggi, Afd con 98 seggi, 77 per l’Fdp, Die Linke e i Verdi con 67 seggi ciascuno.

Continua la lettura su Radio Onda d’Urto 

Intervento audio su Radio Onda d’Urto 


Fonte: Radio Onda d’Urto 

Autore: redazione Radio Onda d’Urto

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da Radio Onda d’Urto 


Elezioni Germania: risultati definitivi



Ieri si sono tenute in Germania le elezioni per eleggere i membri del nuovo Bundestag, il parlamento tedesco.

Ecco i risultati definitivi tratti da Wikipedia.

Partito collegio elettorale lista di partito Totale
posti a sedere
+/–
voti % sedili voti % sedili
Unione Cristiano Democratica (CDU) [a] 14,027,804 30.2 12,445,832 26.8 200 –55
Partito Socialdemocratico (SPD) 11,426,613 24.6 9,538,367 20.5 153 –40
Alternative per la Germania (AFD) 5,316,095 11.5 5,877,094 12.6 94 +94
Partito liberale (FDP) 3,248,745 7.0 4,997,178 10.7 80 +80
La Sinistra (Die Linke) 3,966,035 8.6 4,296,762 9.2 69 +5
Alleanza 90 / I Verdi (GRÜNE) 3,717,436 8.0 4,157,564 8.9 67 +4
Christian Social Union in Bavaria (CSU)[a] 3,255,604 7.0 2,869,744 6.2 46 –10
Gli elettori gratuiti 589,116 1.3 463,052 1.0
Partito Democratico Ecologico 166,132 0.4 144,772 0.3
il PARTY 245,415 0.5 452,922 1.0
Bavaria partito 62,556 0.1 57,952 0.1
Partito Pirata in Germania 93,173 0.2 173,867 0.4
Partito Nazionale Democratico 45,239 0.1 176,715 0.4
Partito marxista-leninista 35,835 0.1 29,928 0.1
Protezione dell'ambiente Human Animal 22,887 0.0 373,278 0.8
LaRouche 15,993 0.0 6,735 0.0
Protezione degli animali Alliance 6,108 0.0 32,218 0.1
Partito comunista tedesco 7,514 0.0 11,713 0.0
I Violets - per la politica spirituali 2,187 0.0
Alliance C 1,715 0.0
nuovi liberali 877 0.0
La destra 1,166 0.0 2,070 0.0
l'unità 373 0.0
V-Party 1,204 0.0 64,130 0.1
ricerca sanitaria 1,524 0.0 23,597 0.1
Alleanza per la Germania 5,144 0.0
mondo umano 2,144 0.0 11,653 0.0
Partito Socialista Uguaglianza 903 0.0 1,346 0.0
B* 672 0.0 932 0.0
I Grigi 4,311 0.0 9,874 0.0
il. 767 0.0 3,018 0.0
MG 2,568 0.0 5,606 0.0
Family Party 505 0.0
Le donne 431 0.0
Partito Locatario 1,322 0.0
BGE 97,386 0.2
DM 63,133 0.1
recensione 60,826 0.1
AD-DEMOKRATEN 41,178 0.1
gli umanisti 5,989 0.0
Altri 100,657 0.2
indipendenti 2,455 0.0
Non validi / schede bianche 593,161 1.3 466,942 1.0
Totale 46,973,799 100 299 100 391 709 +78
elettori registrati / affluenza 61,675,529 76.2

Fonte risultati:
Bundeswahleiter (299 su 299 collegi elettorali )

Fonte e tabella: Wikipedia

All'Autunno di John Keats


All'Autunno

Stagione di nebbie e morbida abbondanza,
Tu, intima amica del sole al suo culmine,
Che con lui cospiri per far grevi e benedette d'uva
Le viti appese alle gronde di paglia dei tetti,
Tu che fai piegare sotto le mele gli alberi muscosi del casolare,
E colmi di maturità fino al torsolo ogni frutto;
Tu che gonfi la zucca e arrotondi con un dolce seme
I gusci di nòcciola e ancora fai sbocciare
Fiori tardivi per le api, illudendole
Che i giorni del caldo non finiranno mai
Perché l'estate ha colmato le loro celle viscose:
Chi non ti ha mai vista, immersa nella tua ricchezza?
Può trovarti, a volte, chi ti cerca,
Seduta senza pensieri sull'aia
Coi capelli sollevati dal vaglio del vento,
O sprofondata nel sonno in un solco solo in parte mietuto,
Intontita dalle esalazioni dei papaveri, mentre il tuo falcetto
Risparmia il fascio vicino coi suoi fiori intrecciati.
A volte, come una spigolatrice, tieni ferma
La testa sotto un pesante fardello attraversando un torrente,
O, vicina a un torchio da sidro, con uno sguardo paziente,
Sorvegli per ore lo stillicidio delle ultime gocce.
E i canti di primavera? Dove sono?
Non pensarci, tu, che una tua musica ce l'hai -
Nubi striate fioriscono il giorno che dolcemente muore,
E toccano con rosea tinta le pianure di stoppia:
Allora i moscerini in coro lamentoso, in alto sollevati
Dal vento lieve, o giù lasciati cadere,
Piangono tra i salici del fiume,
E agnelli già adulti belano forte dal baluardo dei colli,
Le cavallette cantano, e con dolci acuti
Il pettirosso zufola dal chiuso del suo giardino:
Si raccolgono le rondini, trillando nei cieli.

John Keats

domenica 24 settembre 2017

Il progresso



"Il terreno su cui poggiano le nostre prospettive di vita è notoriamente instabile, come sono instabili i nostri posti di lavoro e le società che li offrono, i nostri partner e le nostre reti di amicizie, la posizione di cui godiamo nella società in generale e l'autostima e la fiducia in noi stessi che ne conseguono. Il "progresso", un tempo la manifestazione più estrema dell'ottimismo radicale e promessa di felicità universalmente condivisa e duratura, si è spostato all'altra estremità dell'asse delle aspettative, connotata da distopia e fatalismo: adesso "progresso" sta ad indicare la minaccia di un cambiamento inesorabile e ineludibile che invece di promettere pace e sollievo non preannuncia altro che crisi e affanni continui, senza un attimo di tregua. Il progresso è diventato una sorta di "gioco delle sedie" senza fine e senza sosta, in cui un momento di distrazione si traduce in sconfitta irreversibile ed esclusione irrevocabile. Invece di grandi aspettative di sogni d'oro, il "progresso" evoca un'insonnia piena di incubi di "essere lasciati indietro", di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un veicolo che accelera in fretta."

Zygmunt Bauman

Tratto da Modus vivendi, Laterza, 2008


24 settembre 1991 – Esce il disco Nevermind dei Nirvana



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nevermind è il secondo album in studio del gruppo musicale statunitense Nirvana, pubblicato il 24 settembre 1991 dalla Geffen Records.

Nevermind è ritenuto uno degli album fondamentali degli anni novanta e della storia del rock in generale. Venne classificato alla posizione 17 della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone e alla terza posizione nella classifica dei 100 migliori album di sempre stilata dalla rivista inglese Q. Nevermind fa parte delle registrazioni preservate nella United States National Recording Registry.


A dispetto delle basse aspettative commerciali del gruppo e della casa discografica (obiettivo dichiarato della Geffen era quello di raggiungere le 250.000 copie vendute, per poter eguagliare Goo, l'album dei Sonic Youth pubblicato l'anno precedente), Nevermind divenne un enorme successo alla fine del 1991, soprattutto grazie alla popolarità acquisita dal primo singolo estratto da esso, Smells Like Teen Spirit. Nel gennaio 1992, il disco riuscì a spodestare Dangerous di Michael Jackson dalla vetta della classifica statunitense Billboard 200. L'album produsse inoltre altri tre singoli di successo: Come as You Are, Lithium, e In Bloom. La Recording Industry Association of America ha certificato l'album disco di diamante (più di 10 milioni di copie vendute), e si stima che abbia venduto nel complesso circa più di 24 milioni di copie nel mondo (dati aggiornati al 2008). Con cifre come queste, Nevermind divenne il disco di maggior successo commerciale del gruppo di Seattle. Unanimemente considerato l'apice della produzione artistica del gruppo e di tutto il genere grunge, è annoverato tra i migliori album discografici di ogni epoca ed ebbe tra i suoi meriti quello di aumentare la popolarità dell'alternative rock. Ha totalizzato 266 settimane nella classifica album di Billboard.

Nevermind fu il primo album registrato dai Nirvana per la Geffen Records e con Dave Grohl alla batteria. La tecnica compositiva alla base di questo lavoro è estremamente omogenea: l'utilizzo di melodie pop, di immediato appeal, ma affiancate da sonorità e linee vocali aggressive, quasi punk; l'utilizzo della forma canzone "classica" (strofa-ritornello-strofa ritornello); un lavoro di produzione musicale apparentemente molto semplice, ma in realtà molto ricercata, e non ultima la poderosa campagna promozionale e la produzione di videoclip promozionali estremamente azzeccati sono alcuni fra i fattori che contribuirono al successo planetario di questo lavoro. In realtà gli elementi citati non possono essere considerati del tutto originali: altri gruppi come gli Hüsker Dü e, soprattutto, i Pixies avevano esplorato questi territori musicali diversi anni prima, senza tuttavia nemmeno avvicinarsi al successo di pubblico del secondo album dei Nirvana. Lo stesso Cobain dichiarò spesso di essere ben consapevole di non potersi definire il primo autore ad aver fatto ricorso al pop per rendere maggiormente brillanti le sonorità punk: citò infatti proprio Surfer Rosa dei Pixies come fonte di ispirazione. Punto di svolta fu il singolo Sliver, pubblicato su etichetta Sub Pop nel 1990 (prima che Grohl si unisse al gruppo), del quale Cobain disse:

« Era come una specie di dichiarazione d'intenti, in qualche modo. Avevo dovuto scrivere un brano pop e pubblicarlo su singolo per preparare il pubblico alle sonorità del nostro prossimo album. Volevo comporre altri brani come questo. »

Continua la lettura su Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.