giovedì 25 maggio 2017

Discorso all'umanità



"Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti. La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l'avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti; la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico: non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e, qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie: siete uomini!
Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto: "Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo". Non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera; di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere; eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia, siate tutti uniti!
Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano: comincia a splendere il Sole. Prima o poi usciremo dall'oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo. Un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah! L'animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare, a volare sull'arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù."

Tratto dal film "Il grande dittatore" di Charlie Chaplin.


mercoledì 24 maggio 2017

Vi consiglio di leggere questo post!

Francesco ha scritto dei versi sulla strage di Manchester che devono far riflettere.

Link diretto: http://arpaeolica.blogspot.it/2017/05/manchester-ore-2230.html

 


Na santarella: recensione teatrale


Na santarella
è una commedia scritta da Eduardo Scarpetta nel 1889 e rappresentata per la prima volta il 15 maggio dello stesso anno al Teatro Sannazaro di Napoli.

Trama

Felice Sciosciammocca ha una doppia vita: di giorno, suona musiche sacre come organista del convento delle Rondinelle e insegna musica alle educande, di notte, invece, di nascosto delle monache, si reca a Napoli dove, sotto la falsa identità di "Arturo Maletti", è conosciuto come autore di operette, di cui una dal titolo "La figlia dell'imperatore". Il suo segreto viene però scoperto da un'educanda sbarazzina, Nannina, detta santarella, per il fatto che ostenta con tutti, specie con la superiora, Donna Rachele, un comportamento ingenuo e innocente.

A dare il via all'azione drammatica è la decisione dello zio di Nannina di darla in sposa al tenente Eugenio Poretti, ufficiale di cavalleria. Di questa decisione l'educanda viene tenuta all'oscuro dicendole che dovrà recarsi a Roma con Felice Sciosciammocca, che dovrebbe accompagnarla, appunto a sua insaputa, dal futuro sposo. Ma Santarella, appassionata dell'operetta di Sciosciammocca, che conosce a memoria, lo ricatta minacciando che se non la condurrà al Teatro del Fondo, dove è messa in scena "La figlia dell'imperatore", rivelerà alle monache la sua attività licenziosa di autore di operette.

La prima donna dello spettacolo, Cesira, ingelosita dalla presenza della ragazza, che crede amante di Felice, abbandona la scena per essere sostituita da Nannina, di cui Eugenio Poretti casualmente si innamora, ignaro che ella sia la ragazza che le è stata promessa in sposa.

Inevitabile la conclusione finale: lo spettacolo avrà un gran successo e i due giovani si sposeranno felicemente.

Analisi della commedia

Con questa commedia Scarpetta raggiunse un grandissimo successo di pubblico e di cassetta, tanto che con i proventi fece costruire una villa al Vomero che chiamò La santarella tanto famosa che lo stesso Comune di Napoli chiamò la strada che portava alla villa Viale Santarella, nome che rimase nell'uso anche dopo che l'intitolazione della strada fu cambiata. In riconoscenza per i lauti guadagni realizzati Scarpetta fece innalzare nell'ingresso del palazzo che aveva al centro di Napoli, tre statue raffiguranti i personaggi principali della commedia.

L'opera deriva dall'operetta di Meilhac e Millaud Mam'zelle Nitouche di cui Scarpetta, come racconta nell'autobiografia Cinquant'anni di palcoscenico, conservò la trama ma cambiò completamente l'ambientazione e le caratterizzazioni dei personaggi, tolse tutto il terzo atto che si svolgeva in una caserma «grazioso nell'operetta ma poco adatto alla scena di prosa, specialmente di un teatro dialettale» e, in più, per dare vivacità comica alla commedia, introdusse tre nuovi personaggi con funzioni di macchiette: il Marchesino Sparice, il cuoco cabalista e il vecchio sagrestano.
Così trasformata la commedia fu rappresentata, con immutabile successo, per centodieci sere consecutive e più di mille furono le recite date in tutt'Italia.

Anche Eduardo ha portato dei cambiamenti alla rappresentazioni sia teatrali che televisive della commedia introducendo al terzo atto due lunghi monologhi di Felice Sciosciammocca che nella commedia originale non compaiono perché non venivano scritti, ma affidati alla recitazione a soggetto degli attori.


Ha aggiunto anche un nuovo personaggio quello di Suor Teresa che sorveglia l'educanda nel colloquio con il giovane tenente, affidandole anche una scena con Michele, il custode del convento.

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Sull'orlo di un precipizio selvaggio di Ady Endre



Sull'orlo di un precipizio selvaggio

Siamo in piedi, rigidi e dimenticati,
sull’orlo di un precipizio selvaggio,
l’uno all’altra attaccati;
né un lamento, lacrima o parola:
per precipitare basta una mossa.

Come legami di carne e sangue
ci proteggono le nostre labbra,
blu e tremanti, ci tengono attaccati.
Finché mi baci non abbiamo parole,
ma dì una parola e cadiamo entrambi.

Ady Endre


Citazione del giorno


"Anche quando il cielo si è stancato di essere azzurro, non chiudere mai l'oblò della speranza."

Bob Dylan


Cinema in lutto, addio a Roger Moore

Sir Roger Moore crop

Si è spento ieri mattina in Svizzera dopo una breve battaglia contro il cancro Roger Moore. Noto come il James Bond più longevo della storia del cinema, con sette film interpretati dopo aver ereditato il ruolo da Sean Connery.

Ripercorriamo la sua carriera, attraverso una biografia pubblicata su Wikipedia.


Sir Roger George Moore, conosciuto come Roger Moore (Londra, 14 ottobre 1927 – Crans-Montana, 23 maggio 2017), è stato un attore britannico, noto per la partecipazione alla serie televisiva Il Santo (1962-1969) e per essere stato il terzo interprete (dopo Sean Connery e George Lazenby) di James Bond. Con un totale di ben sette pellicole, dal 1973 al 1985, è stato l'attore più longevo nei panni dell'agente 007. Inoltre è stato ambasciatore dell'UNICEF.

Figlio di un agente di polizia, negli anni quaranta viene arruolato nell'esercito britannico poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, prestando servizio per un certo periodo nella Germania Ovest, per poi dedicarsi al teatro e in seguito al cinema.

Tra le sue prime apparizioni cinematografiche sono da segnalare i film L'ultima volta che vidi Parigi (1954), Oltre il destino (1955), Il ladro del re (1955) e Diana la cortigiana (1956), dove incomincia a mettersi in evidenza grazie all'eleganza e alla prestanza fisica. Nel (1959) è nel film Vento di tempesta e nel (1961) in Desiderio nel sole e L'oro dei sette santi.

Dopo la serie televisiva Ivanhoe (1958), trasmessa poi in Italia nei primi anni sessanta alla Tv dei ragazzi, a cui seguono The Alaskans e Maverick, è la serie Il Santo, dove interpreta il ladro gentiluomo Simon Templar, ad aprire definitivamente le porte del successo a Roger Moore. La prima serie di questo filone è datata 1962 ed è girata ancora in bianco e nero, mentre la seconda (a colori) prende il via nel 1966. L'attore veste questo ruolo dal 1962 al 1969 e alcuni degli episodi sono stati adattati per il grande schermo.

La carriera televisiva di Roger Moore si arricchisce di un ulteriore successo grazie alla serie Attenti a quei due, telefilm, che nel 1971 lo vede al fianco di Tony Curtis. Questa serie in Italia arriva solo nel 1973 ed è un trionfo.

Nello stesso anno l'attore inglese eredita il ruolo di James Bond, l'agente segreto precedentemente portato al successo dallo scozzese Sean Connery. I produttori permettono a Moore di adottare qualche modifica rispetto al Bond di Connery, onde evitare le recensioni negative che già avevano colpito il primo sostituto di Connery, George Lazenby. L'esordio di Moore in Agente 007 - Vivi e lascia morire riscuote un successo strepitoso sia di critica sia di incassi. A questo punto la notorietà del personaggio (e anche del suo nuovo interprete) crescono ulteriormente. Roger Moore interpreta nel frattempo altre quattro pellicole della saga, Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro, La spia che mi amava, Moonraker - Operazione spazio, Solo per i tuoi occhi, ma comincia a essere stanco del personaggio.

Tuttavia viene convinto dai produttori a tornare nei panni di Bond anche nel successivo Octopussy - Operazione piovra (1983), a causa della contemporanea uscita dell'apocrifo Mai dire mai, dove nel ruolo di 007 torna il mostro sacro Sean Connery; il risultato finale vede come trionfatore, anche se di pochi milioni di dollari, Moore. L'ultimo Bond di Moore fu in 007 - Bersaglio mobile (1985), all'età di 58 anni, criticato dallo stesso attore per la sua violenza e in parte rinnegato in quanto si sentiva troppo anziano per la parte. Fino a oggi, Moore è l'interprete che, nella serie ufficiale, ha interpretato più volte il ruolo di 007.

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Photo credit Allan warren (File:Sir Roger Moore Allan Warren.jpg) [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons


martedì 23 maggio 2017

Comunicazione di servizio


Invito rivolto a tutti gli amici blogger

Vi prego di controllare se siete presenti nel blog roll in basso a destra. Se non trovate il vostro blog, sarò ben lieto d'inserirvi nella lista dei blog amici.
Grazie mille per l'aiuto.



Basta con i fascismi - Giornata antifascista


Comunicato da ANPI

"Un'iniziativa unica nel suo genere che segna un ulteriore e importante passo in avanti della nostra Associazione sul fronte del contrasto giuridico, sociale e culturale ai fascismi". Con queste parole Carlo Smuraglia, Presidente nazionale ANPI, lancia la Giornata antifascista che si svolgerà in tutta Italia sabato 27 maggio. Una iniziativa che intende costruire nel Paese una diffusa coscienza nazionale sul problema dell'intensificarsi del fenomeno e della minaccia neofascista in Italia e nel mondo, dei razzismi, della xenofobia e sulla necessità, quindi, di una piena attuazione dei principi e dei valori della Costituzione nata dalla Resistenza. In Italia, in particolare, assistiamo a sempre più diffuse manifestazioni di apologia del fascismo, come il recente raduno al Cimitero maggiore di Milano in onore dei repubblichini di Salò, che sembrano non avere adeguate risposte e attenzione da parte delle istituzioni e della politica. Ancora più grave è l'impatto sulle giovani generazioni delle dimostrazioni di forza e odio che imperversano in modo particolarmente preoccupante nel web: su Facebook, secondo l'inchiesta del quindicinale dell'ANPI sono 500 le pagine apologetiche del fascismo e del razzismo.

Per maggiori informazioni:

anpi.it/eventi/contesto/contrasto-al-fascismo


27 Maggio 2017 - Basta con i fascismi from ANPI on Vimeo.

Video credit ANPI caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Proverbio del giorno


Senza umanità non vi è né virtù, né vero coraggio, né gloria durevole.




Manchester, attentato al concerto di Ariana Grande


Articolo da MelodicaMente

Momenti di terrore si sono vissuti ieri sera al concerto di Ariana Grande all’Arena di Manchester: alle 22:35, quando il concerto della pop star americana si era appena concluso e le luci si erano alzate, si è sentita una forte esplosione nell’area delle biglietterie (subito fuori l’uscita) che ha generato panico e terrore portando le circa 20mila persone stipate nel palazzetto a raggiungere di corsa le uscite di sicurezza.

Sin da subito le notizie si sono cominciate a rincorrere: all’inizio si era ipotizzata l’esplosione di un altoparlante ma col passare dei minuti è emersa la tragica verità, ovvero che si era di fronte ad un attentato. Le dinamiche non sono ancora chiare ma al momento gli inquirenti vagliano due piste: la prima porta ad una bomba farcita di chiodi mentre la seconda punta ad un attentatore suicida. L’indagine è al momento affidata alla North West Counter Terrorism Unit con il rinforzo dell’unità antiterrorismo di Scotland Yard. In un primo momento si è parlato di due o più esplosioni, poi ne è stata confermata una sola, individuata appunto nella zona del foyer, subito fuori dall’area degli spalti.

Il bilancio, purtroppo solo parziale, è tragico: si contano al momento 22 morti e 59 feriti. Molte vittime presentano ferite all’altezza delle gambe, probabilmente dovute all’azione di chiodi o pezzi di metallo. Le prime immagini postate sui social mostrano il panico delle persone e il caos generato dall’attentato. Sul posto si trovano decine di mezzi di soccorso a sirene spiegate e si vedono persone sanguinanti portate via dalla zona.  Per tutta la notte i tassisti di Manchester hanno accompagnato gratuitamente chi doveva tornare a casa e Facebook ha attivato il Safety Check per aiutare la comunicazione tra chi era al concerto e i loro familiari a casa.

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Fonte: 
MelodicaMente 

Autore: Stefano Pellone


Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia


Articolo tratto interamente da 
MelodicaMente



Chi tace...


"Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.
Altrimenti non è più coraggio, è incoscienza!"

 

Giovanni Falcone





23 maggio 1992 – Un attentato mafioso, passato alla storia con il nome di strage di Capaci, uccide i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e i tre agenti della loro scorta



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La strage di Capaci fu un attentato messo in atto da Cosa Nostra in Sicilia, il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci nel territorio comunale di Isola delle Femmine, a pochi chilometri da Palermo.

Nell'attentato persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Gli unici sopravvissuti furono gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l'autista giudiziario Giuseppe Costanza.

L'uccisione di Falcone venne decisa nel corso di alcune riunioni delle "Commissioni" regionale e provinciale di Cosa Nostra, avvenute tra il settembre-dicembre 1991, e presiedute dal boss Salvatore Riina, nelle quali vennero individuati anche altri obiettivi da colpire. Nello stesso periodo, avvenne anche un'altra riunione nei pressi di Castelvetrano (a cui parteciparono Salvatore Riina, Matteo Messina Denaro, Vincenzo Sinacori, Mariano Agate, Salvatore Biondino e i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano), in cui vennero organizzati gli attentati contro il giudice Falcone, l'allora ministro Claudio Martelli e il presentatore televisivo Maurizio Costanzo.

In seguito alla sentenza della Cassazione che confermava gli ergastoli del Maxiprocesso (30 gennaio 1992), la "Commissione provinciale" di Cosa Nostra decise di dare inizio agli attentati: per queste ragioni, nel febbraio 1992 venne inviato a Roma un gruppo di fuoco, composto da mafiosi di Brancaccio e della provincia di Trapani (Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro, Vincenzo Sinacori, Lorenzo Tinnirello, Cristofaro Cannella, Francesco Geraci), che avrebbero dovuto uccidere Falcone, Martelli o in alternativa Costanzo, facendo uso di armi da fuoco. Qualche tempo dopo però Riina li richiamò in Sicilia perché voleva che l'attentato a Falcone fosse eseguito sull'isola adoperando l'esplosivo.

Tra aprile e maggio, Salvatore Biondino, Raffaele Ganci e Salvatore Cancemi (rispettivamente capi dei "mandamenti" di San Lorenzo, della Noce e di Porta Nuova) compirono alcuni sopralluoghi presso l'autostrada A29, nella zona di Capaci, per individuare un luogo adatto per la realizzazione dell'attentato e per gli appostamenti. Nello stesso periodo avvennero riunioni organizzative nei pressi di Altofonte (a cui parteciparono Giovanni Brusca, Antonino Gioè, Gioacchino La Barbera, Pietro Rampulla, Santino Di Matteo, Leoluca Bagarella), in cui avvenne il travaso in alcuni bidoni di 200 kg di esplosivo da cava procurati da Giuseppe Agrigento (mafioso di San Cipirello). I bidoni vennero poi portati nella villetta di Antonino Troia (sottocapo della Famiglia di Capaci), dove avvenne un'altra riunione (a cui parteciparono anche Raffaele Ganci, Salvatore Cancemi, Giovan Battista Ferrante, Giovanni Battaglia, Salvatore Biondino, Salvatore Biondo), nel corso della quale avvenne il travaso dell'altra parte di esplosivo (tritolo e T4) procurata da Biondino e da Giuseppe Graviano (capo della Famiglia di Brancaccio).

Negli stessi giorni Brusca, La Barbera, Di Matteo, Ferrante, Troia, Biondino e Rampulla provarono varie volte il funzionamento dei congegni elettrici che erano stati procurati da Rampulla stesso e dovevano servire per l'esplosione. Collocarono inoltre come segnale un elettrodomestico nel punto autostradale concordato e tagliarono i rami degli alberi che impedivano la visuale dell'autostrada. La sera dell'8 maggio Brusca, La Barbera, Gioè, Troia e Rampulla provvidero a sistemare con speciali skateboard i tredici bidoni (caricati in tutto con circa 400 kg di miscela esplosiva) in un cunicolo di drenaggio sotto l'autostrada, nel tratto dello svincolo di Capaci, mentre nelle vicinanze Bagarella, Biondo, Biondino e Battaglia svolgevano le funzioni di sentinelle.

Nella metà di maggio Raffaele Ganci, i figli Domenico e Calogero e il nipote Antonino Galliano si occuparono di controllare i movimenti delle tre Fiat Croma blindate che sostavano sotto casa di Falcone a Palermo per capire quando il giudice sarebbe tornato da Roma. Nessuna verità definitiva fu invece acquisita "in sede processuale sull'identità della fonte che aveva comunicato alla mafia la partenza di Falcone da Roma e l'arrivo a Palermo per l'ora stabilita".

Il 23 maggio Domenico Ganci avvertì telefonicamente prima Ferrante e poi La Barbera che le Fiat Croma erano partite per andare a prendere Falcone. Ferrante e Biondo (che erano appostati in auto nei pressi dell'aeroporto Punta Raisi) videro poi uscire il corteo delle blindate dall'aeroporto ed avvertirono a loro volta La Barbera che il giudice Falcone era effettivamente arrivato. La Barbera allora si spostò con la sua auto in una stradina parallela alla corsia dell'autostrada A29 e seguì il corteo blindato, restando in contatto telefonico per 3-4 minuti con Gioè, che era appostato con Brusca sulle colline sopra Capaci adiacenti al punto autostradale concordato. Alla vista del corteo delle blindate, Brusca attivò il telecomando che causò l'esplosione. La prima blindata del corteo, la Croma marrone, venne investita in pieno dall'esplosione e sbalzata dal manto stradale in un giardino di olivi a più di cento metri di distanza, uccidendo sul colpo gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, che furono orrendamente mutilati dall'impatto. La seconda auto, la Croma bianca guidata da Falcone, si schiantò contro il muro di cemento e i detriti improvvisamente innalzatisi per via dello scoppio, proiettando violentemente Falcone e la moglie, che non indossavano le cinture di sicurezza, contro il parabrezza. Rimasero gravemente feriti invece altri quattro componenti del gruppo al seguito del magistrato: l'autista giudiziario Giuseppe Costanza (seduto nei sedili posteriori della Fiat Croma bianca guidata dal giudice) e gli agenti Paolo Capuzza, Gaspare Cervello e Angelo Corbo, che sedevano nella Croma azzurra, la terza blindata del corteo.

La strage di Capaci, festeggiata dai mafiosi nel carcere dell'Ucciardone, provocò una reazione di sdegno nell'opinione pubblica. Secondo le testimonianze dei collaboratori di giustizia, l'attentato di Capaci fu eseguito per danneggiare il senatore Giulio Andreotti: infatti la strage avvenne nei giorni in cui il Parlamento era riunito in seduta comune per l'elezione del presidente della Repubblica ed Andreotti era considerato uno dei candidati più accreditati per la carica ma l'attentato orientò la scelta dei parlamentari verso Oscar Luigi Scalfaro, che venne eletto il 25 maggio, ovvero due giorni dopo la strage.

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lunedì 22 maggio 2017

Morto il motociclista statunitense Nicky Hayden


Articolo da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Lunedì 22 maggio 2017

Dopo cinque giorni in terapia intensiva, il pilota statunitense Nicky Hayden è morto nella giornata di oggi a 36 anni all'Ospedale Bufalini di Cesena. Hayden era stato trasportato in ospedale in condizioni gravissime il 17 maggio scorso dopo essere stato investito da un'automobile mentre si allenava in bicicletta.

Hayden, campione del mondo MotoGP nel 2006, era impegnato nel Campionato mondiale Superbike. La procura di Rimini ha aperto un'inchiesta per capire l'esatta dinamica dell'incidente e per accertare le colpe delle parti coinvolte nell'incidente.

Fonte: Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto 

Autori: vari

Licenza: Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution 2.5 Generic License.

Articolo tratto interamente da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto 



La Svizzera dice addio al nucleare

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Articolo da Ambientebio

Vince il referendum contro l’energia nucleare. Il 58,2 dei cittadini ha votato per la chiusura delle centrali e per la promozione di fonti rinnovabili. Gli impianti saranno chiusi tra 20-30 anni. 

Dopo la Germania, anche la Svizzera dice addio all’energia nucleare. Un referendum ha sancito l’abbandono graduale del nucleare e il sostegno alle rinnovabili. Il sì ha vinto con il 58,2% dei voti favorevoli. Secondo il testo di legge la chiusura delle centrali dovrebbe avvenire tra 20-30 anni.

Energia nucleare: il referendum che cambia tutto

Oggi in Svizzera il 35% del consumo di energia nelle case è legato alle centrali nucleari. Troppo secondo la maggioranza dei cittadini che sono stati invitati a pronunciarsi sulla “Strategia energetica 2050”. Si tratta di un primo pacchetto di misure che ha tre scopi principali: ridurre il consumo di energia, aumentare l’efficienza energetica, e attuare politiche di promozione delle rinnovabili, a discapito dell’energia nucleare. Il governo è a lavoro sul programma dal 2011, l’anno della catastrofe di Fukushima.

Stop all’energia nucleare: i numeri

Il pacchetto anti energia nucleare prevede un esborso di 480 milioni di franchi che saranno prelevati dagli utenti della rete elettrica per finanziare una crescita nelle fonti di rinnovabili (eolico, solare ed idroelettrico). Il Sole24 ore svela poi che altri 450 milioni di franchi saranno ottenuti da un’altra tassa sui combustibili fossili già in vigore. L’obiettivo è quello di ridurre del 43% il consumo di energia nelle case. Se tutto andrà secondo i piani, la percentuale sarà raggiunta entro il 2035.

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Fonte: Ambientebio

Autore: 
Carmen Guarino


  
Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da Ambientebio


Photo credit Dietrich Michael Weidmann (Own work) [GFDL or CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons



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Istruzione, Italia maglia nera d’Europa



Articolo da Sbilanciamoci.info 

Nel 2014 la spesa per l’istruzione è scesa al 4,1% del Pil, di fronte a una media europea del 5,3%. E il 70% dei nostri adulti non raggiunge un livello minimo e indispensabile di alfabetizzazione. Il Rapporto sullo Stato sociale 2017

La grande crisi esplosa tra il 2007 e il 2008 sarebbe una vera e propria “stagnazione secolare”.

A sostenerlo è il Rapporto sullo stato sociale 2017, curato dalla Facoltà di Economia della Sapienza di Roma. La formula, coniata per la prima volta nel 1938 dal celebre economista Alvin Hansen per descrivere gli effetti della “grande depressione” degli anni ’30, sarebbe ora più che mai attuale. Secondo i curatori del rapporto, l’attuale recessione presenterebbe molte analogie con quella che scaturì in seguito al crac di Wall Street del 1929: l’alto tasso di risparmio, i bassi investimenti e il conseguente declino dei tassi di interesse. Tutte condizioni che spingono in basso la domanda, “deprimendola a livelli incompatibili con la crescita”, e vanificano l’effetto di politiche monetarie espansive. Come rilanciare quindi le nostre economie? Il Documento è chiaro: solo con l’ampliamento delle politiche pubbliche, il rilancio del welfare e il potenziamento degli investimenti pubblici possiamo tornare a crescere e tirare un sospiro di sollievo.

E qui cominciano le critiche all’Unione Europea: secondo i curatori dello studio, le politiche sociali comunitarie riflettono “l’inadeguatezza della visione economico – sociale che ha guidato la sua costruzione”. In particolare il contenimento dei bilanci pubblici e la mancanza di investimenti e di piani industriali – in poche parole le politiche di austerity – sono la causa delle scarse performance economiche del Vecchio continente, e non la soluzione. Il veleno scambiato per l’antidoto. Un problema non solo europeo, ma sopratutto italiano, visto che lo studio sottolinea come “la polarizzazione delle condizioni nazionali che ha accompagnato le politiche economiche e sociali affermatesi nell’Unione europea vede l’Italia tra chi ha peggiorato la propria condizione relativa”. Un mix letale che ha portato il nostro Paese nelle condizioni in cui tutti conosciamo.

La Sapienza sottolinea innanzitutto come l’Italia si conferma maglia nera d’Europa per quanto riguarda la spesa per l’istruzione, tra le più basse dell’Unione, e in calo costante: nel 2014 è scesa al 4,1% del Pil rispetto al 4,4, del 2010, di fronte a una media europea del 5,3%. Nel Belpaese si spendono 9300 euro per studente, contro gli 11 mila della Francia, gli 11.500 della Germania e i 14 mila di Austria, Regno Unito e Svezia. Preoccupante anche il tasso di alfabetizzazione dei nostri adulti: secondo il paper, il 70% di questi non raggiunge un livello “minimo e indispensabile per un positivo inserimento nelle dinamiche sociali ed economiche”. L’insieme dei dati non rende sorprendente che la popolazione italiana tra i 30 e i 34 anni abbia un livello di istruzione molto sotto la media Ue: solo il 25% ha una laurea, contro il 38,7% della media europea e della soglia del 40% raggiunta dai Paesi membri fondatori, valori che nelle regioni del Mezzogiorno raggiungono il 20%. Un altro aspetto negativo del sistema d’istruzione italiano è il sistema universitario, molto più ristretto rispetto agli altri Paesi europei: nella media Ue ci sono 4,9 istituzioni universitarie per milioni d’abitanti: in Francia sono 5,6, mentre in Germania 3,9; l’Italia è all’ultimo posto con 1,5%. Il primato aspetta invece alle tasse universitarie, pari a un quarto della spesa totale, contro una media europea del 14% dei Pesi europei del 21% dei Paesi Ocse.

Per quanto riguarda la spesa sociale, l’Italia spende il 28,8% rispetto al Pil, una tendenza di poco superiore rispetto alla media europea (28%) Ma la spesa pro capite è in calo e sotto la media: se al dato Eu15 diamo un valore pari a 100, il nostro è sceso di 10 punti nell’arco di 14 anni, da 84 del 2000 a 74 del 2014. I Paesi che spendono di più sono Francia e Danimarca (32,2%), quello che spende meno l’Irlanda (19,3%). Le voci di spesa però sono disomogenee e variano da Paese in Paese: l’Italia registra un record nella spesa pensionistica (18,5% contro 14,7% dell’Ue) e nella spesa per anziani (vicina al 50% insieme a Grecia, Portogallo, Lettonia, Polonia e Romania).

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Articolo tratto interamente da Sbilanciamoci.info 

Mare al mattino di Konstantinos Kavafis


Mare al mattino

Fermarmi qui. Per vedere anch'io un po' la natura.
Luminosi azzurri e gialle sponde
del mare al mattino e del cielo limpido: tutto
è bello e in piena luce.

Fermarmi qui. E illudermi di vederli
(e davvero li vidi un attimo appena mi fermai);
e non vedere anche qui le mie fantasie,
i miei ricordi, le visioni del piacere.

Konstantinos Kavafis




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Sabato scorso, in centomila a Milano alla manifestazione in favore dell’accoglienza.




venerdì 19 maggio 2017

Il coraggio della vita quotidiana


❝Senza voler togliere nulla a quel genere di coraggio che porta alcuni uomini a morire, non dobbiamo dimenticare quegli atti di coraggio grazie ai quali gli uomini vivono; il coraggio della vita quotidiana è spesso uno spettacolo meno grandioso del coraggio di un atto definitivo, ma resta pur sempre una miscela magnifica di trionfo e di tragedia...
Un uomo fa il suo dovere, a dispetto delle conseguenze personali, nonostante gli ostacoli, i pericoli e le pressioni, e questo è il fondamento della moralità umana; in qualsiasi sfera dell'esistenza un uomo può essere costretto al coraggio, quali che siano i sacrifici che affronta seguendo la propria coscienza: la perdita dei suoi amici, della sua posizione, delle sue fortune e persino la perdita della stima delle persone che gli sono care. Ogni uomo deve decidere da sé stesso qual è la via giusta da seguire; le storie che si raccontano sul coraggio degli altri ci insegnano molte cose, possono offrirci una speranza, possono farci da modello, ma non possono sostituire il nostro coraggio... per quello ogni uomo deve guardare nella propria anima.❞


John Fitzgerald Kennedy


Pollice su e giù della settimana


Roma riscopre l'Arco di Giano con il Watch Day tratto da Arte.it






Aumentano i morti e gli infortuni sul lavoro: maggiore incidenza tra le donne tratto da Rai News







giovedì 18 maggio 2017

Citazione del giorno


"La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine."

Giovanni Falcone


18 maggio 1980 - Il Mount St. Helens, nello Stato di Washington erutta uccidendo 57 persone e causando danni per 3 miliardi di dollari


Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'eruzione del 1980 del St. Helens, uno stratovulcano situato nello Stato di Washington, negli Stati Uniti, fu una delle più rilevanti mai avvenute nel XX secolo. Classificata come evento VEI-5, eruzione pliniana, l'eruzione fu l'unica davvero importante dal 1915, anno dell'eruzione del Lassen Peak in California.

L'eruzione fu preceduta da una serie di fenomeni sismici nei precedenti due mesi, e da sbocchi di vapore causati dalla pressione del magma a poca profondità sotto il vulcano, che creò un enorme rigonfiamento e una serie di fratture lungo tutta la parete nord del St. Helens.

Gli scienziati dell'USGS (United States Geological Survey) convinsero le autorità a chiudere il parco del Mount St. Helens al pubblico, rinviando la sua apertura nonostante le continue pressioni dei visitatori. Questa decisione salvò nei giorni dell'eruzione migliaia di vite.

Domenica 18 maggio alle 8:32 di mattina un terremoto causò il collasso dell'intera parete nord del vulcano, liberando milioni di metri cubi di gas, rocce e lapilli contenuti al suo interno.

La colonna di fumo che si venne a formare raggiunse un'altezza di 24 km nell'atmosfera, e riatterrando si depositò su 11 stati americani. Allo stesso tempo parte della neve e dei ghiacciai sulla vetta del monte si sciolsero, dando vita a una serie di fenomeni di frana, i Debris flow, cioè colate fangose e dense di detriti (alberi, piante, rocce, sabbia) che raggiunsero in poco tempo il Columbia river. Molte altre esplosioni susseguirono a quella principale nell'arco di quell'anno, ma non della stessa intensità.

Nell'eruzione persero la vita 57 persone e migliaia di animali. Furono devastati migliaia di chilometri quadrati dell'area protetta del parco, causando oltre un miliardo di dollari di danni e l'aspetto del Mount St. Helens cambiò radicalmente. Immediatamente dopo l'eruzione la cima del vulcano lasciò spazio a un enorme cratere che tuttora si estende in obliquo dall'altezza massima del cono vulcanico fino alle pendici. Negli anni successivi anche la tutela del parco, affidata alla Burlington Northern Railroad diventò di competenza dei servizi forestali degli Stati Uniti.

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Solo per oggi gratis su Giveaway of the Day - SoftOrbits Photo Editor Pro 3.1


Oggi il sito Giveaway of the Day offre per ventiquattro ore, un programma di fotoritocco. Vi ricordo di leggere le condizioni e l'uso nel sito, inoltre nel readme scaricato, troverete le spiegazioni per l’attivazione.


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Morto Chris Cornell, cantante dei Soundgarden e degli Audioslave

Chris Cornell

Articolo da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

Giovedì 18 maggio 2017

Il musicista statunitense Chris Cornell, noto per essere stato il frontman dei Soundgarden e degli Audioslave, è morto nella giornata di ieri a 52 anni. L'agente dell'artista, che ha dato la notizia ad Associated Press, ha affermato che è stata una cosa improvvisa e inaspettata; le cause della morte al momento rimangono ignote.

Cornell si trovava a Detroit dove aveva da poco tenuto un concerto con i Soundgarden, impegnati in un tour nordamericano.

Fonte: Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto 

Autori: vari

Licenza: Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution 2.5 Generic License.

Articolo tratto interamente da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto 



Photo credit christopher simon (originally posted to Flickr as IMG_0126) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons


mercoledì 17 maggio 2017

L'Italia delle disuguaglianze



Articolo da Fanpage.it

Un Paese bloccato, in cui l’ascensore sociale funziona solo verso il basso e in cui si è perso ogni senso di apparenza a una determinata classe sociale. È questa la fotografia che emerge dal rapporto annuale 2017 dell’Istat, che ha l’ambizioso obiettivo di ridefinire la società italiana, determinando i nuovi gruppi sociali e, di fatto, cambiando i criteri con i quali suddividiamo la popolazione italiana.

Per l’istituto di statistica, il criterio migliore è quello di suddividere gli italiani in nove nuovi gruppi, principalmente in funzione del reddito e del benessere familiare.

I nuovi gruppi sociali sono nove: famiglie a basso reddito con stranieri (quello che presenta le peggiori condizioni economiche definite in base al reddito, con uno svantaggio di circa il 40 per cento rispetto alla media), famiglie a basso reddito di soli italiani (un gruppo a basso reddito, il 30 per cento circa in meno rispetto alla media nazionale dei redditi equivalenti), anziani soli e giovani disoccupati, giovani blue collar (famiglie in cui la persona di riferimento è operaio a tempo indeterminato in tre casi su quattro e lavoratore atipico nei restanti casi, con reddito in linea nella media), famiglie tradizionali della provincia (con un reddito equivalente medio inferiore del 25 per cento rispetto alla media nazionale), famiglie degli operai in pensione, famiglie di impiegati, pensioni d’argento, classe dirigente. Lo schema di inquadramento è il seguente:


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Fonte: Fanpage.it



Autore: 
Adriano Biondi


Licenza: Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

Articolo tratto interamente da Fanpage.it