giovedì 23 novembre 2017

Terremoto dell'Irpinia del 1980: per non dimenticare




Domenica 23 novembre 1980 - 19:34:

2.914 morti

8.848 feriti

280.000 sfollati


Mai dimenticare!



Video credit mcirillo380 caricato su YouTube


martedì 21 novembre 2017

Le amicizie


"Le amicizie più belle non nascono sotto le stelle, brancolano nel buio, s'incontrano e poi osservano il cielo. Le amicizie migliori sono quelle che nascono nei modi più strani, dietro un pc, tramite un messaggio, durante uno scambio di pensieri... ci si conosce giorno per giorno, pregi e difetti, attimi veri. L'amicizia, quella vera, riesce a stare dentro una cornice come un affresco sui muri delle cattedrali più belle. L'amicizia, quella vera, non chiede ma dà e riesce a vivere come quegli affreschi senza tempo."

Anonimo

Frase tratta da varie fonti e di autore ignoto


Oriocenter aperto durante le feste: i dipendenti non ci stanno


Articolo da Bgreport

Bergamo – Ha fatto scalpore negli ultimi giorni la presa di posizione di molti lavoratori e lavoratrici del maxi-centro commerciale Orio Center contro il lavoro obbligatorio durante i giorni di festa. Con l’avvicinarsi di quelle che per tutti sono le “vacanze natalizie”, infatti, i dipendenti chiedono di poter anche loro festeggiare, almeno durante quei giorni, e di non essere costretti a recarsi al lavoro.

Tutto è iniziato con una raccolta firme sponsorizzata dal sindacato USB, estesa sia all’area vecchia che a quella di più recente costruzione del centro. Gli orari di apertura dei negozi di Orio, infatti, cambiano proprio in base al loro collocamento al suo interno: l’area food court nelle vicinanze del nuovo cinema UCI chiude infatti sempre alle 23:00, rispetto al resto di Orio Center, che invece termina la giornata di lavoro una o qualche ora prima. Gli orari previsti per le festività che corrono tra dicembre 2017 e gennaio 2018 prevedono quindi una costante apertura dei negozi, nonostante le neonate proteste dei lavoratori.

Non si è fatta tardare la risposta da parte di Orio Center alla raccolta firme, ben accetta da moltissimi lavoratori e lavoratrici: sono stati modificati gli orari della vigilia di Natale e dell’ultimo giorno dell’anno, per cui invece che chiudere i battenti alle undici di sera si chiuderà rispettivamente alle 19:00 e alle 20:00. I dipendenti però non si sono lasciati abbindolare da quelle che ai loro occhi risultano briciole, se messe a confronto con il grande sacrificio che tutto l’anno devono affrontare, dato che durante le altre festività comunque il centro commerciale resterà aperto ai soliti orari. E hanno quindi tutta l’intenzione di mandare avanti la raccolta firme, ad ora interrotta dopo la rettifica di quegli unici due giorni festivi.

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Fonte: Bgreport

Autore: redazione Bgreport 

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Articolo tratto interamente da Bgreport




Ultime notizie 20 novembre 2017

http://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/oriocenter-apertura-natale-1.3549148


Islanda in 4K

ÍSLAND | A 4K Drone in Iceland from Andre Mercier on Vimeo.

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Singapore

Singabove from Alex around the world official on Vimeo.

Photo e video credit Alex around the world official caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Tu sei la stella di August von Platen


Tu sei la stella 

Tu sei la stella che nuota nell’azzurro,
sicura di sé, per l’immensità,
tu sei il loto che nuota nell’oceano, dove
lo bagnano le onde,
tu sei la lacrima che nuota nell’occhio,
sola, sotto ciglia contratte dal dolore;
tu sei la piuma di un usignolo
che nuota nell’aria tiepida;
tu sei il petalo di rosa che nel calice,
offerto da belle donne, nuota.

August von Platen


lunedì 20 novembre 2017

Generazione neet e lavoro


Articolo da Internazionale

“Io nelle statistiche sono dipinto come un giovane che non studia, non ha un lavoro e non lo cerca. Però le statistiche sono una cosa, i dati di fatto un’altra”. Alessandro ha in testa un cappello scuro da cui spunta un groviglio di capelli castani e mentre parla non mi guarda negli occhi.

Ha 28 anni e secondo l’Istat è uno dei 2,2 milioni di neet italiani (not in education, employment or training), ossia giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non si stanno formando. “Io in teoria sono uno di loro, ma la verità è che se domani mi proponessero un lavoro, lo accetterei, non è una mia scelta trovarmi in questa situazione”, dice.

Nel 2015 si è laureato all’università di Bologna e l’anno dopo si è abilitato come assistente sociale, superando l’esame di stato. Poi si è messo a cercare lavoro: “Facevo sei chilometri al giorno a piedi a Bologna per portare il curriculum di qua e di là, e parallelamente mandavo decine di candidature online. Su internet però sono scettico, più l’annuncio è graficamente accattivante e meno mi fido. Quando poi c’è scritto ‘lavoro sicuro’ è quasi sempre una fregatura”.

Dopo tanti mesi senza risultati si è stancato e oggi ha smesso di cercare: “All’inizio mi sono dedicato alla lettura e alla scrittura, poi ho cominciato a fare volontariato con alcuni ragazzi disabili. Mi sono detto: ho già 28 anni, cosa posso fare? Non ho progetti, non ho una casa, non ho un lavoro, però ho un cervello, posso ancora rendermi utile in qualche modo”.

I numeri su giovani e lavoro

L’Italia è il paese dove ci sono più neet in Europa: secondo il rapporto Occupazione e sviluppi sociali in Europa della Commissione europea, il 20 per cento tra i 15 e i 24 anni non ha un lavoro né sta studiando, quasi il doppio rispetto alla media europea, che è dell’11,6 per cento.

Anche il tasso di disoccupazione giovanile è preoccupante: nel 2016 toccava il 37,8 per cento e piazzava l’Italia al terzo posto in Europa dopo la Grecia (47,3 per cento) e la Spagna (44,4 per cento). Chi riesce a trovare un lavoro, poi, in più del 15 per cento dei casi ha contratti atipici, mentre chi ha meno di trent’anni guadagna in media il 60 per cento in meno di chi ne ha più di sessanta.

Nel nostro paese, dice l’Istat, più della metà dei neet è residente nel Mezzogiorno, solo uno su quattro non è interessato a lavorare e tre su quattro vivono ancora a casa dei genitori. Il livello di istruzione di questi giovani non è necessariamente basso, anzi: la metà ha il diploma e il 22,9 per cento è laureato.

Una neolaureata in cerca di lavoro

Ognuno di questi numeri nasconde una storia, come mi ha detto Alessandro, e le storie aiutano a capire meglio delle sigle e delle percentuali cosa significa cercare lavoro oggi in Italia. Per questo ho provato a fare un esperimento: ho costruito una storia che somigliasse alla mia e ho cominciato a inviare curriculum. Il nome che ho usato è Alessia Simoni, una ragazza di 23 anni con una laurea triennale in lettere moderne a Bologna, presa con il massimo dei voti. La mia alter ego parla inglese e francese, non ha avuto esperienze lavorative rilevanti e sta provando a entrare nel mondo dell’editoria.

Come molti giovani neolaureati, ho fatto qualche ricerca su internet in cerca di consigli su come valorizzare le competenze acquisite con gli studi e su come convincere un potenziale datore di lavoro. Insieme al curriculum ho scritto una lettera motivazionale e ho creato un finto profilo Facebook. Navigando ho trovato anche siti che propongono revisioni dei curricula e delle lettere. Il tutto fatto a pagamento da “esperti del cv”, ovvero professionisti delle risorse umane che dicono di sapere cosa interessa ai selezionatori e che affermano di poter aumentare le possibilità di trovare lavoro.

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Fonte: Internazionale


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Articolo tratto interamente da Internazionale  



Citazione del giorno


"Un uomo può essere distrutto ma non sconfitto." 

Ernest Hemingway


domenica 19 novembre 2017

Melanie Ungar - Crazy Glue

Oggi propongo un brano di una cantautrice canadese di 24 anni: Melanie Ungar. La sua musica country pop è molto orecchiabile, ma soprattutto la cantante ha una bella voce, non ci credete? Provate ad ascoltare il suo nuovo singolo Crazy Glue.

Il brano scelto è rilasciato con licenza Creative Commons.

Credits:

YouTube: https://www.youtube.com/melanieungar

Twitter: https://twitter.com/melanieungar22 

Facebook: https://www.facebook.com/melanieungarmusic 

Jamendo: https://www.jamendo.com/artist/463402/melanie-ungar

Soundcloud: http://soundcloud.com/melanieungar 

ReverbNation: https://www.reverbnation.com/melanieungar



Video credit Jamendo Music caricato su YouTube - licenza: Creative Commons

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12 città del mondo hanno scelto autobus a emissioni zero dal 2025


Articolo da Viviconstile

Il 23 ottobre scorso, a Parigi, i Sindaci di 12 città si sono impegnati a far circolare solo bus a emissioni zero dal 2025, assicurare che grandi aree della loro città siano emissioni zero entro il 2030, ad instaurare politiche per accelerare la transizione da veicoli alimentati a combustibili fossili, affrontare il cambiamento climatico e l'inquinamento atmosferico. Scaricabile qui sotto pubblichiamo la traduzione in italiano della dichiarazione, firmata dal sindaco Giuseppe Sala di Milano, unico italiano presente. Speriamo che anche Roma la sottoscriva e che altre città italiane seguano l'esempio.

I sindaci presenti a Parigi e firmatari di questo nuovo e più stringente impegno, vengono da Londra, Parigi, Los Angeles, Copenaghen, Barcellona, Quito, Vancouver, Città del Messico, Milano, Seattle, Auckland e Città del Capo.


"Abbiamo bisogno di misure strutturali per combattere l'inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute dei cittadini - ha detto  il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.  Oggi più che mai, come sindaci delle città del mondo più impegnate ad affrontare le sfide ambientali, dobbiamo fissare obiettivi ambiziosi. Milano investe in una migliore mobilità, in particolare rafforzando la flotta di mezzi pubblici e ampliando l'uso di bici, moto e auto condivise. Vogliamo città senza inquinamento  veicolare e con l'aria molto più pulita. Lo dobbiamo ai nostri cittadini".

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Fonte: Viviconstile


Autore: redazione Viviconstile

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Articolo tratto interamente da Viviconstile 



Sarei andato lontano di Johann Wolfgang Goethe


Sarei andato lontano 

Sarei già andato lontano,
tanto lontano quanto è grande il mondo,
se non mi trattenessero le stelle
che hanno legato il mio al tuo destino,
così che solo in te posso conoscermi.
E la poesia, i sogni, il desiderio,
tutto mi spinge a te, alla tua natura,
e dalla tua dipende la mia.
Johann Wolfgang Goethe


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sabato 18 novembre 2017

La forza interiore



"Ciascuno ha in sé una grande forza. La chiave di tutto è solo dentro di noi. Ciascuno è il migliore e il più grande amico di se stesso. Sono certa che se tendiamo l’orecchio ad ascoltare la voce del nostro istinto, ritroveremo noi stessi.
E una volta che si sarà verificato questo incontro, ognuno di noi con la sua grande forza illuminerà la vita di ogni giorno e chi gli sta vicino."

Banana Yoshimoto


Sabato 25 novembre: manifestazione nazionale Non una di meno



Per maggiori informazioni: https://nonunadimeno.wordpress.com/





Video credit Alessandria In Movimento caricato su YouTube - licenza: Creative Commons


Wiki Science Competition è iniziato anche in Italia

Logo for Wiki Science Competition

Articolo da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto


Venerdì 17 novembre 2017

A partire dal 15 novembre è iniziato anche in Italia il caricamento delle foto nell'ambito del prossimo concorso fotografico Wiki Science Competition. L'Italia si accoda alla maggior parte dei paesi del mondo che hanno già iniziato il primo del mese, assieme a Australia, Arabia Saudita, Georgia, Nuova Zelanda, Thailandia e Taiwan, che hanno invece anche loro iniziato lo scorso mercoledì; solo in Africa il concorso si terrà a dicembre e non è ancora partito.

L'iniziativa terminerà il 15 dicembre in Italia, Russia e in buona parte dell'Asia, mentre nella maggioranza dei paesi europei e americani finirà il 30 novembre.

L'Italia avrà anche una giuria nazionale come alcuni paesi, con premi specifici, ma tutto il mondo potrà prendere parte.

Fra le personalità più in vista nel concorso internazionale si segnalano nel comitato accademico i professori Martin Haase dell'Università Otto-Friedrich di Bamberga e Jennifer Tucker della Wesleyan University, mentre fra i giurati il professor Gianni Ciofani dell'Istituto Italiano di Tecnologia e del Politecnico di Torino, il professor Roderic D. M. Page dell'Università di Glasgow e l'artista fotografo e scultore belga Dominique Stroobant.

Proverbio del giorno


Dove c'è volontà, c'è soluzione.


Torino

Turin from Barry K on Vimeo.

Photo e video credit Barry K caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 

Vienna timelapse

Timelapse Vienna from Gunnar Baumann on Vimeo.

Photo e video credit Gunnar Baumann caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons




venerdì 17 novembre 2017

Scegli il tuo oggetto simbolo degli anni 80


Visto le tante brutte notizie che arrivano ogni giorno, oggi pubblico un bel sondaggio spensierato. Prima di passare alla classica domanda, vorrei ringraziare l'Alligatore e MikiMoz, per avermi ispirato questo post.

V'invito a scegliere il vostro oggetto simbolo dei famosi anni 80.


Vi ricordo che si possono esprimere più preferenze e attendo anche i vostri commenti.

Mi raccomando di condividere questo post nei vostri blog/profili sociali e invitare i vostri amici a partecipare nella scelta.    
 




Pollice su e giù della settimana


Malata di tumore, salvati gemelli abbracciati nel suo grembo: primo intervento al mondo tratto da Vesuviolive





Oltre 400 morti per il terremoto tra Iraq e Iran tratto da Il Post

giovedì 16 novembre 2017

Cresce la povertà sanitaria


Articolo da Agenzia DIRE

ROMA  – Quanto si spende in Italia per curarsi? E quante persone devono rinunciare a medicine e terapie per la loro condizione economica? Il quadro lo traccia  un’elaborazione del Banco Farmaceutico sui dati Istat. Se n’è parlato oggi a Roma, nella sede di Aifa, in occasione della presentazione del ‘Rapporto 2017 – Donare per curare: povertà sanitaria e donazione farmaci’, promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch.

I POVERI SPENDONO 29 CENTESIMI AL GIORNO PER CURARSI


In Italia, nel 2015, le persone indigenti hanno potuto spendere per curarsi 29 centesimi al giorno, cioè 106 euro all’anno (14 euro in meno rispetto all’anno precedente), contro i 695 euro (+13 euro) del resto della popolazione. Contestualmente, le famiglie povere hanno potuto spendere solo il 2,4% del proprio budget in salute (22,18 euro su 905.84 euro mensili), contro il 4,5% (111,92 euro su 2.498,58 euro mensili) delle famiglie non povere.

Tra i poveri assistiti in Italia, oltre all’aumento degli stranieri (+6,3%), va rilevato quello dei minorenni (+3,2%). Gli under 18, in particolare, rappresentano il 21,6% degli utenti.
La crescita maggiore si evidenzia tra i minorenni italiani (+4,5% in un anno, contro il +1,5% dei minori stranieri).
In merito agli anziani, emerge quindi dal Rapporto, gli assistiti sono meno dell’anno precedente (-5,2%) e sono prevalentemente italiani (20,2%, contro il 9,2% di anziani stranieri). Gli adulti rappresentano la componente maggiore dei poveri assistiti: sono il 65,2% del totale (59% tra gli italiani; 68,9% tra gli stranieri).

1 PERSONA SU 3 RINUNCIA AD ACQUISTARE MEDICINE

Anche chi non è povero fatica a curarsi. Un’indagine commissionata da Banco Farmaceutico a Doxa Pharma e condotta su un campione rappresentativo di utenti, infatti, ha rilevato che un individuo su tre è stato costretto a rinunciare almeno una volta ad acquistare farmaci o ad accedere a visite, terapie o esami. Il 16% ha cumulato tutte le tipologie di rinuncia.


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Fonte: 
Agenzia DIRE


Autore: redazione 
Agenzia DIRE

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Articolo tratto interamente da 
Agenzia DIRE



L'Italia ha ufficialmente il suo inno


Il canto degli italiani di Mameli, dopo 71 anni, diventa ufficialmente l'inno ufficiale della Repubblica italiana. Ieri la commissione Affari costituzionali ha approvato il ddl, che colma un buco legislativo che si trascinava dal 1946.

Leggiamo un po' di storia tratta da Wikipedia.

Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera. 

Il Canto degli Italiani (IPA: [il ˈkanto deʎʎitaˈljani), conosciuto anche come Fratelli d'Italia, Inno di Mameli, Canto nazionale o Inno d'Italia, è un canto risorgimentale scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847, inno nazionale de facto della Repubblica Italiana, sancito implicitamente dalla legge nº 222 del 23 novembre 2012, che ne prescrive l'insegnamento nelle scuole insieme agli altri simboli patri italiani.

Il brano, un 4/4 in si bemolle maggiore, è costituito da sei strofe e da un ritornello che viene cantato alla fine di ogni strofa. Il sesto gruppo di versi, che non viene quasi mai eseguito, richiama il testo della prima strofa.

Il canto fu molto popolare durante il Risorgimento e nei decenni seguenti, sebbene dopo l'unità d'Italia (1861) come inno del Regno d'Italia fosse stata scelta la Marcia Reale, che era il brano ufficiale di Casa Savoia. Il Canto degli Italiani era infatti considerato troppo poco conservatore rispetto alla situazione politica dell'epoca: Fratelli d'Italia, di chiara connotazione repubblicana e giacobina, mal si conciliava con l'esito del Risorgimento, che fu di stampo monarchico.

Dopo la seconda guerra mondiale l'Italia diventò una repubblica e il Canto degli Italiani fu scelto, il 12 ottobre 1946, come inno nazionale provvisorio, ruolo che ha conservato anche in seguito. Nei decenni si sono susseguite varie iniziative parlamentari per renderlo inno nazionale ufficiale, senza però mai giungere a una modifica costituzionale oppure alla promulgazione di una legge specifica che desse al Canto degli Italiani lo status di inno de iure della Repubblica Italiana.

Continua la lettura su Wikipedia, l'enciclopedia libera.


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L'autunno malato di Guillaume Apollinaire


L'autunno malato

Autunno infermo e adorato
tu morirai quando la bora
soffierà nei roseti
quando avrà nevicato sui frutteti
Povero autunno
muori in candore e in ricchezza
di neve e frutta mature.
All'orizzonte volteggiano gli sparvieri
sulle ondine sciocchine, verdi i capelli e nane,
che amato non hanno mai
Nelle radure lontane
i cervi bramire ascoltai
E come amo, o stagione, come amo i rumori tuoi
i frutti che cadono senza che alcuno li colga
il vento e la foresta che piangono
finché lacrime hanno, d'autunno, a foglia a foglia
Le foglie fragili al piede
un treno che corre
la vita scorre.

Guillaume Apollinaire


mercoledì 15 novembre 2017

Ogni persona...




"Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un pò di sè e si porta un pò di noi.
Ci sarà chi si è portavo via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano mai per caso."


Jorge Luis Borges

Un mondo libero dalle armi nucleari


Articolo da Peacelink

Esistono i trattati che vietano l’uso di armi nucleari, ma siamo pieni di basi statunitensi che pretendono di difendere la democrazia difendono solo i loro interessi. Occorre ribellarsi di fronte all’ingiustizia
13 novembre 2017 - Oscar Litwin (co-presidente regionale di IPPNW per l'America Latina)

Parlando ad una riunione internazionale sul disarmo intitolato: “Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari”, organizzato dal Vaticano, il vincitore argentino del premio Nobel per la Pace, Adolfo Pérez Esquivel, ha denunciato l’esistenza di sottomarini nucleari presso le Isole Malvinas.

Il suo j’accuse è stato: “È scandaloso quanto sta succedendo, abbiamo molti trattati internazionali contro le armi nucleari, ma questi non vengono rispettati. Nell’America latina esiste il trattato per il divieto di armi nucleari dal Tlatelolco [1], ma sono presenti sottomarini nucleari nelle Isole Malvinas, occupate dal Regno Unito.”

“In America Latina esistono i trattati che vietano l’uso di armi nucleari, ma siamo pieni di basi statunitensi che pretendono di difendere la democrazia ma difendono solo i loro interessi”, ha aggiunto, in un discorso nel quale disse “ribellarsi di fronte all’ingiustizia”.

Nella Nuova Aula del Sinodo è stato ascoltato da altri dieci vincitori del Premio Nobel per la Pace – tra i quali l’egiziano Mohamed El Baradei e Beatrice Fihn, direttore esecutivo di ICAN (la Campagna Internazionale che punta a vietare l’uso delle armi nucleari, il vincitore del Premio Nobel per la Pace di quest’anno), rappresentanti delle Nazioni Unite, della NATO, della Russia, degli Stati Uniti, della Corea del Sud, dell’Iran, diplomatici ed esperti nel settore delle armi, organizzazioni che lavorano nel settore e rappresentanti di varie conferenze episcopali. Tutti sono stati ricevuti in udienza da Papa Francesco il quale, in un discorso, ha condannato non solo la minaccia nucleare, ma anche il possesso di armi nucleari, cosa considerato un importante cambiamento della Dottrina Sociale della Chiesa.

Nel suo discorso, Pérez Esquivel, premio Nobel per la Pace nel 1980, senza mezzi termini, ha detto che se non c’è un disarmo nucleare è perché “non esiste una volontà politica”.

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Fonte: Peacelink


Autore: Oscar Litwin - tradotto da Giacomo Alessandroni per PeaceLink

Licenza: Copyleft 


Articolo tratto interamente da Peacelink


Scoperta una catena di vulcani sommersi nel Tirreno



Articolo da Greenreport.it 

«Il Mar Tirreno meridionale svela una nuova catena di 15 vulcani sommersi, di cui 7 fino a ora sconosciuti, una struttura lineare, in direzione Est-Ovest, che misura circa 90 km in lunghezza e 20 km in larghezza». A rivelarlo è lo studio “Volcanism in slab tear faults is larger than that in island-arcs and back-arcs” pubblicato su Nature Communications da Luca Cocchi, Salvatore Passaro, Fabio Caratori Tontini e Guido Ventura, vulcanologi, geofisici, e geologi marini dell’Istitutonazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv e Iamc), dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle ricerche (Iamc-Cnr) e del Geological and Nuclear Sciences (Gns) della Nuova Zelanda.

Come spiegano al Cnr, lo studio è «frutto del risultato di numerose campagne oceanografiche condotte negli ultimi anni da un team internazionale di ricerca« e «Il lavoro, impatta sulle conoscenze del Mar Tirreno e apre nuove strade alla interpretazione del vulcanismo in zone di subduzione nel mondo».

Ventura, vulcanologo Ingv e Iamc e coordinatore del gruppo di ricerca, evidenzia che «Il Tirreno Meridionale è caratterizzato dalla presenza di numerosi vulcani, alcuni emersi, come le Eolie, altri sommersi, come il Marsili. Questa catena di vulcani recentemente individuata e descritta nello studio, si estende da circa 90 km a sud della costa di Salerno fino a 30 km a est della costa di Sangineto, in Calabria. La catena, definita del Palinuro, si estende in profondità da circa 3.200 m a 80 m sotto il livello del mare. Questi vulcani rappresentano, nel loro insieme, un spaccatura della crosta terrestre dalla quale risalgono magmi provenienti dalle Isole Eolie, dal Tirreno centro-meridionale, e dall’area compresa tra la Puglia e la Calabria».

Lo studio sottolinea che «I dati raccolti mostrano che la dimensione dell’intera catena vulcanica risulta maggiore non solo di quella delle Isole Eolie ma anche degli altri vulcani sottomarini del Tirreno meridionale, compreso il Marsili» e Salvatore Passaro, geologo marino dell’Iamc-Cnr, aggiunge: «Inoltre molte di queste strutture vulcaniche presentano caratteristiche compatibili con l’apertura di micro-bacini oceanici dove si crea nuova crosta terrestre a seguito della risalita dei magmi lungo fratture. Questi vulcani sono stati attivi sicuramente tra 300.000 e 800.000 anni fa, ma non è da escludere che siano stati attivi in tempi più recenti. Oggi sono caratterizzati da attività idrotermale sottomarina a si collocano in una zona di anomalia termica (circa 500°C a 1 km sotto il fondo del mare).

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Fonte: Greenreport.it


Autore: redazione Greenreport


Licenza: Copyleft 



Articolo tratto interamente da Greenreport.it 



Video credit Comunicazione Social caricato su YouTube


Il nuovo Firefox Quantum è disponibile


Il nuovo Firefox tutto rinnovato fa il suo esordio.

Link diretto: https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Firefox-download-di-Quantum-la-prima-versione-del-browser-che-taglia-con-il-passato_16448





Cosa resta di Chernobyl


Articolo da East Journal

Da CHERNOBYL, UCRAINA A più di trent’anni dalla catastrofe nucleare che l’ha resa famosa, la Zona di esclusione di Chernobyl è oggi meta di turismo estremo, che non raggiunge ancora quello di massa, ma poco ci manca. Una destinazione insolita, per non dire pericolosa, considerando la radioattività che continua ad avvolgere la Zona. Eppure la vita in queste città-fantasma continua.

Quando il lavoro non manca


Il territorio, un’area di trenta chilometri che circonda la centrale nucleare conosciuta come la “Zona di esclusione” (o semplicemente “Zona”), è contaminato in modo diseguale. Punti di massima contaminazione sono stati determinati non solo dal vento, che ha trasportato la polvere radioattiva, ma anche dai numerosi interramenti di vario materiale e attrezzature utilizzate dai liquidatori. Una delle località più colpite è la Foresta Rossa, un bosco di pini che in seguito alle radiazioni diventò appunto rosso e in cui, ancora oggi, il livello di radioattività supera la norma di sicurezza. Le autorità preposte alla Zona fanno molta attenzione nel proteggere questi punti da turisti e cacciatori di rottami, ma ammettono che molti di questi luoghi rimangono non mappati e ancora sconosciuti. La Zona di esclusione è tuttavia controllata da un corpo speciale della polizia locale, creato appositamente dal Ministero degli Interni ucraino, che ne sorveglia sia i confini interni che quelli con la Bielorussia.

Al contrario di quello che si pensa, la Zona non è completamente disabitata, sebbene la vita presente sembra essersi fermata ai tempi dell’Unione Sovietica, o più precisamente al momento del suo crollo. Nella città di Chernobyl, che dista tredici chilometri dalla centrale “Vladimir Lenin”, oggi abitano all’incirca duemila persone, tutti addetti che lavorano all’interno della Zona: guardiani, poliziotti, pompieri, medici, guardie forestali e tecnici che tengono sott’occhio il nuovo sarcofago. Ognuno vi è ammesso a turno e per periodi di tempo prestabiliti, variabili da un giorno a tre settimane a seconda del tipo di lavoro effettuato. La durata dei turni, inoltre, è strettamente correlata allo stato di salute della persona, che viene monitorata quotidianamente e in maniera precisa da medici specializzati e dosimetristi. Abitano tutti nel centro deserto di questa città rimasta intatta dal 1986, anno in cui si contavano ben tredicimila anime, e tornano regolarmente nelle rispettive case e famiglie, fuori dalla Zona (a Slavutych e dintorni) per liberarsi non solo dalle eventuali radiazioni ma anche da quel clima depresso e nostalgico che avvolge la desolata città.

Vivere a Chernobyl oggi attira molti giovani o comunque disoccupati e noncuranti: gli stipendi sono elevati, tanto che si parla di somme che equivalgono ad almeno il triplo di uno stipendio medio ucraino. Il governo ucraino ha definito il territorio adiacente, chiamato “prichernobylski”, abbastanza sicuro per poterci abitare, ma i confini di quest’area non sono ancora ben definiti e la sicurezza non è mai abbastanza. Guide ed esperti dicono che la Zona di esclusione potrà ripopolarsi e tornare “sana” non prima del 2080.

L’accesso alla città di Chernobyl e a quella adiacente di Pripjat’ è comunque possibile per brevi visite, sebbene sconsigliate a bambini e minorenni per motivi di salute. Vi sono numerosi tour operator che organizzano viaggi organizzati da Kiev, costosi ma che senza dubbio aiutano l’economia locale, di una durata massima di quattro giorni, duranti i quali ci si sottopone ai controlli della radioattività giornalmente. Si possono avere livelli di radioattività normali, poi si fa un passo da qualche altra parte ed il contatore Geiger rileva una radioattività 100 volte superiore al limite di sicurezza, quindi il rischio c’è.

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Fonte: East Journal


Autore: 
Claudia Bettiol
 

 
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Articolo tratto interamente da East Journal