lunedì 24 aprile 2017

Gabriele Del Grande è libero



Elezioni Francia: Macron e Le Pen al ballottaggio


Stavolta i sondaggi non hanno sbagliato: Emmanuel Macron e Marine Le Pen, si sfideranno il prossimo 7 maggio nei  ballottaggi.

Ecco i risultati finali tratti da Wikipedia:

Candidati
Partiti
Voti
 %
8.437.940
23,90 %
7.564.991
21,42 %
7.041.511
19,94 %
6.907.100
19,56 %
2.244.080
6,35 %
1.676.416
4,75 %
Resistere!
430.838
1,22 %
389.245
1,10 %
Unione Popolare Repubblicana
325.889
0,92 %
229.965
0,65 %
64.371
0,18 %
Totale
35.312.346
100 %



domenica 23 aprile 2017

Banda POPolare dell'Emilia Rossa - Mimma e Balella

In vista del 25 aprile, oggi voglio farvi ascoltare un brano del gruppo Banda POPolare dell'Emilia Rossa, dedicato a due partigiane: Irma Bandiera e Gabriella degli Esposti.

Il brano scelto è rilasciato con licenza Creative Commons.

Credits:

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/BandaPoPolareDellEmiliaRossa/




Video credit BandaPopRossa caricato su YouTube - licenza: Creative Commons  


Questo blog sostiene il Copyleft e quindi anche la musica libera, se sei un artista e vuoi pubblicare il tuo video, basta contattarmi via e-mail.


Oggi le persone benpensanti...



"Oggi le persone benpensanti, questa classe intelligente così sprovvista di intelligenza, cambiano discorso infastidite quando sentono parlar di antifascismo. [...] Finita e dimenticata la resistenza, tornano di moda gli «scrittori della desistenza»: e tra poco reclameranno a buon diritto cattedre ed accademie.
Sono questi i segni dell'antica malattia. E nei migliori, di fronte a questo rigurgito, rinasce il disgusto: la sfiducia nella libertà, il desiderio di appartarsi, di lasciare la politica ai politicanti. Questo il pericoloso stato d'animo che ognuno di noi deve sorvegliare e combattere, prima che negli altri, in se stesso: se io mi sorprendo a dubitare che i morti siano morti invano, che gli ideali per cui son morti fossero stolte illusioni, io porto con questo dubbio il mio contributo alla rinascita del fascismo.
Dopo la breve epopea della resistenza eroica, sono ora cominciati, per chi non vuole che il mondo si sprofondi nella palude, i lunghi decenni penosi ed ingloriosi della resistenza in prosa. Ognuno di noi può, colla sua oscura resistenza individuale, portare un contributo alla salvezza del mondo: oppure, colla sua sconfortata desistenza, esser complice di una ricaduta che, questa volta, non potrebbe non esser mortale."


Piero Calamandrei


Comunicato Anpi


Comunicato da ANPI

La Segreteria Nazionale ANPI: "È in atto una vergognosa offensiva contro l'ANPI. Si salvaguardi l'unità del 25 aprile"


Il 25 aprile è diventato, a Roma, l'occasione per discussioni pretestuose e per attacchi nei confronti dell'ANPI.

Ce ne doliamo molto, perché la Festa della Liberazione dovrebbe essere unitaria e concentrata sui ricordi, sui valori, sul presente e sul futuro.

Nella convinzione che si tratti di una delle giornate più significative ed importanti per la storia del nostro Paese, lasciamo da parte le polemiche sulle quali torneremo, semmai, in seguito, anche per cercare di indurre certi incauti commentatori politici a vergognarsi delle loro offensive elucubrazioni.

Adesso, il problema vero è la riuscita della manifestazione a Roma, come in tutto il resto d'Italia. Noi speriamo sinceramente che ognuno ci ripensi, sia che si tratti della Comunità ebraica, sia che si tratti del Partito Democratico, al quale vogliamo solo ricordare che non è il corteo ad essere divisivo (ché anzi è stato immaginato e costruito come assolutamente unitario). E che la tradizione di ogni partito che si rifaccia alla democrazia non può che essere quella del rispetto dei valori unitari della Resistenza e della valorizzazione di queste pagine, tra le più belle della nostra storia.

L'ANPI nazionale ha invitato tutte le organizzazioni periferiche a dar vita a manifestazioni imperniate sulla Resistenza, sulla Liberazione, sull'antifascismo e sulla piena attuazione della Costituzione. Il nostro fermo desiderio è che ciò avvenga in modo unitario e con una partecipazione massiccia, talché anche eventuali dissidenze (di cui saremmo comunque assai dispiaciuti) risultino secondarie e accessorie rispetto alla grandezza corale di un giorno di festa che è e deve essere di tutti.

Di qui il nostro fermo invito, a nome dei combattenti per la libertà, che rappresentiamo e rappresenteremo sempre, checché ne dicano certi articolisti che ignorano i principi affermati anche da numerose sentenze, è rivolto a tutti gli italiani e a tutte le italiane, da Roma a Milano, da Reggio Calabria a Torino, da Palermo a Bologna perché partecipino in massa e con entusiasmo ad una giornata dedicata ai valori fondamentali della Carta Costituzionale e dunque della nostra stessa convivenza civile.

Le bandiere fondamentali saranno quelle della Pace e della Resistenza; chi intende disturbare sarà isolato pur con i mezzi limitati di cui disponiamo. Le partigiane e i partigiani che hanno combattuto a fianco delle brigate ebraiche nel Ravennate, con l'Ottava Armata, non tollereranno che ad esse si manchi di rispetto, perché esse saranno presenti – lo auspichiamo – a pieno titolo. La piazza è di tutti, in un giorno di festa nazionale, ma a condizione che tutti usino rispetto per le idee degli altri, riguardo per la Resistenza, amore per la Costituzione.


LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI


Roma, 21 aprile 2017


La luce della natura

Timelapse - The Nature Light from Joan LLopart on Vimeo.

Photo e video credit Joan LLopart caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Tra cielo e terra in HD

Between Heaven and Earth HD from Henry Jun Wah Lee / Evosia on Vimeo.

Photo e video credit  caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


venerdì 21 aprile 2017

Questo blog è antifascista



Io non amo il fascismo e le dittature, se volete inserire un banner, vi ricordo questa iniziativa.


Rilasciata la versione 53 di Firefox



Firefox diventa più veloce e più stabile grazie ai primi elementi del Progetto Quantum, più sempcon i temi compatti e la nuova gestione dei permessi

L’ultimo aggiornamento di Firefox include la prima significativa integrazione del Progetto Quantum, e insieme ad essa diversi miglioramenti dietro le quinte.

Quantum Compositor rende Firefox più veloce e previene gli arresti anomali del sistema grafico su Windows


Se non hai ancora sentito parlare del Progetto Quantum, stiamo sviluppando un motore del browser di prossima generazione in grado di sfruttare al meglio la potenza dell’hardware moderno. Oggi viene distribuito il primo, importante frutto dei nostri sforzi: l’elemento che chiamiamo “Quantum Compositor”.

Alcuni dettagli tecnici: abbiamo isolato un componente fondamentale del motore interno di Firefox (il compositore grafico), mettendolo in esecuzione in un processo separato dal processo principale del browser. Il compositore determina che cosa venga visualizzato sullo schermo fondendo in un’unica immagine tutti i livelli di grafica elaborati dal browser, un po’ come accade con i livelli delle immagini in Photoshop.

Poiché sfrutta il processore della scheda grafico (GPU) invece del processore tradizionale (CPU), Quantum Compositor riesce a elaborare dati a una velocità elevatissima. Grazie all’esecuzione in un processo separato, un eventuale arresto anomalo di Quantum Compositor causato da bug nei driver della scheda video non comporterebbe l’interruzione dell’intera sessione di Firefox, e neppure un blocco della scheda attualmente aperta.

In fase di test, Quantum Compositor ha ridotto gli arresti anomali del browser di circa il 10%. I dati dei test sono consultabili in questo articolo. Questa nuova funzione sarà attivata per circa il 70% degli utenti Firefox: quelli su Windows 10, 8 e 7 (con Platform Update), sui computer con schede grafiche Intel, Nvidia o AMD.

Per chi si sta chiedendo come mai sono stati tralasciati gli utenti Mac: in realtà la composizione grafica di macOS è di per sè abbastanza stabile da non richiedere l’esecuzione del compositore in un processo separato.

Risparmia spazio prezioso sullo schermo (e affatica meno gli occhi) con i nuovi temi e schede compatte


Il compito di un browser è portare l’utente dove vuole andare… e poi togliersi di mezzo.
Per questo motivo l’ultimo aggiornamento di Firefox per desktop offre due nuovi temi: Compatto chiaro e Compatto scuro. Il tema Compatto chiaro riduce l’interfaccia utente del browser (il “chrome”), mantenendo la combinazione di colori chiara predefinita di Firefox. Il tema Compatto scuro invece inverte i colori per prevenire l’affaticamento della vista, specialmente in ambienti con scarsa illuminazione. I nuovi temi possono essere attivati dal pulsante Menu > Componenti aggiuntivi (oppure digitando about:addons nella barra degli indirizzi). Da qui selezionare il pannello Aspetto e attivare il tema desiderato.

Continua la lettura su Mozilla blog ufficiale


Fonte: Mozilla blog ufficiale


Autore: team di supporto

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported. 



Articolo tratto interamente da Mozilla blog ufficiale


Pollice su e giù della settimana


Coltivano l'orto e mettono in vendita i prodotti per pagare la gita ai compagni con problemi economici tratto da L'Huffington Post





Francia, sparatoria a Parigi a pochi giorni dal voto per le presidenziali tratto da Wired







giovedì 20 aprile 2017

Comunicazione per tutti



In vista del 25 aprile, rendo disponibile un po' di spazio del mio blog,  pubblicando i vostri post sulla resistenza e la liberazione.

Se qualcuno è interessato alla pubblicazione, basta andare su contatti e inviarmi un'e-mail.


Citazione del giorno


"Tutti i giorni sono un'occasione speciale. Conserva solo ciò che dev'essere conservato: ricordi, sorrisi, poesie, profumi, nostalgie, momenti." 

Martha Medeiros


mercoledì 19 aprile 2017

#iostocongabriele: liberate Gabriele!



Gabriele Del Grande, curatore del blog Fortress Europe, fra i registi del film “Io sto con la sposa”, da molti giorni è in stato di fermo in Turchia. Ancora una volta un chiaro segno di repressione e negazione della libertà, mi unisco all'appello e spero anche nella liberazione degli altri giornalisti, detenuti da mesi nelle prigioni turche, solo perché contrari alla politica di Erdogan.

Gabriele libero subito!




Comunicato Arci su Gabriele Del Grande in sciopero della fame in un carcere turco

Arci


Comunicato da Arci

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Siamo a fianco del giornalista Gabriele Del Grande, cui va tutta nostra solidarietà. E’ necessaria una forte mobilitazione della società civile per chiederne il rilascio, a cui parteciperemo e che organizzeremo insieme ai suoi colleghi che stanno decidendo in queste ore che iniziative mettere in campo.
Chiediamo il massimo impegno delle nostre rappresentanze diplomatiche in Turchia e un intervento urgente del Ministro degli Esteri perché Del Grande venga immediatamente rilasciato e rimpatriato.
Gabriele Del Grande, giornalista, documentarista che con tanti circoli Arci ha lavorato in occasione della produzione del film “Io sto con la sposa”, fondatore dell’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione Fortress Europe, è trattenuto da 10 giorni in un centro di detenzione amministrativa in Turchia. Del Grande è stato fermato nella provincia di Hatay, al confine con la Siria, zona - secondo le autorità turche - in cui non è consentito l’accesso.
Il reporter si trovava lì per raccogliere materiale per realizzare un nuovo libro, una raccolta di testimonianze di profughi siriani per ricostruire, attraverso il loro racconto, la guerra in Siria e la nascita dell’Isis.
E’ trattenuto in carcere in un Paese in cui, soprattutto dopo la dichiarazione dello stato d’emergenza successiva al fallito golpe delle scorsa estate, c’è stata una forte stretta repressiva a scapito del rispetto dei diritti umani. E certamente la situazione di tensione determinata dalla contestata vittoria nel referendum costituzionale voluto da Erdogan, con le opposizioni scese in piazza per chiedere l’annullamento del risultato, rende il clima ancora più incandescente.
Solo ieri gli è stato concesso di  telefonare alla sua compagna, a cui ha annunciato l’inizio di uno sciopero della fame perché gli siano garantiti il più elementari diritti, dalla formalizzazione dell’accusa per cui viene trattenuto, alla nomina di un avvocato, alla possibilità di comunicare con l’esterno.
Siamo vicini a Gabriele e speriamo di poterlo riavere presto tra noi.


Roma, 19 aprile 2017

Photo credit ARCI (ARCI) [GFDL o CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons


Silentium di Fëdor Ivanovič Tjutčev



Silentium

Taci, appartati e nascondi
I tuoi sentimenti e i tuoi sogni,
E lascia che nella profonda anima
Essi si alzino e tramontino
Silenziosamente, come stelle nella notte,
Contemplali, e taci.

Come potrebbe il cuore esprimersi del tutto?
E un altro come potrebbe capirti?
O comprendere il senso della tua vita?
Il pensiero espresso è menzogna;
Scavando, intorpidisci le fontane!
Bevi a queste fontane, e taci!

Sappi vivere solo di te stesso;
C’è nella tua anima un mondo intero
Di pensieri incantati e misteriosi;
L’esterno rumore li stordisce,
I raggi del giorno li disperdono,
Ascolta il loro canto e taci!


Fëdor Ivanovič Tjutčev

La lunga marcia nelle terre del sisma



Articolo da Pressenza

La Lunga Marcia 2017, giunta alla sesta edizione, si svolgerà dal 28 giugno al 8 luglio attraverso i territori che colpiti dagli eventi sismici degli ultimi mesi. «Sarà uno scenario di Terre-Mutate in cui amministrazioni e cittadini stanno lavorando duramente per ricostruire il proprio futuro – dicono i promotori – A loro vogliamo prima di tutto esprimere la nostra solidarietà unendo idealmente, con una lunga sequenza di passi, le zone colpite dagli ultimi eventi sismici con L’Aquila, città eretta a simbolo delle distruzioni che un terremoto può provocare. L’obiettivo della nuova edizione è tessere reti di relazioni solidali per dar voce alle necessità, ai progetti e all’impegno di cittadini e associazioni che si sforzano di resistere per ricostruire una nuova prospettiva di vita. È tuttavia un dato di fatto come la gestione dell’emergenza post sisma e il successivo avvio della ricostruzione vengano gestiti con una eccessiva lentezza. L’Italia, paese nel quale i terremoti sono da sempre un dato di realtà, non dispone ancora di un piano di intervento nazionale da attuare a seguito di un evento tellurico o di altri disastri. Tutto viene spesso reinventato come fosse la prima volta e ogni volta si verificano lungaggini dovute alle inevitabili incertezze burocratiche. Tali lungaggini favoriscono inevitabilmente l’abbandono del territorio, spesso in zone già colpite dallo spopolamento e dalla crisi economica. Al contrario la tempestività dell’intervento e la permanenza dei cittadini nei propri luoghi di residenza rappresentano, oltre alla rapidità nella ricostruzione, elementi essenziali per favorire la resilienza delle popolazioni».

«Con la Lunga Marcia 2017 richiediamo alle Istituzioni di lavorare per gestire al meglio l’emergenza dopo i disastri e ridurre i danni per mezzo di un’adeguata prevenzione – proseguono gli organizzatori – È necessario partire dagli studi portati a termine dall’INGV da cui emergono informazioni sempre più precise sulle zone a maggior rischio sismico e si individuano le aree per le quali è presumibile attendersi future scosse. È fondamentale pianificare preventivamente le procedure da seguire in caso d’emergenza nei comuni siti nelle zone a maggior rischio sismico, considerando la partecipazione attiva dei cittadini (a livello esemplificativo: avere a disposizione uno stock di casette a livello centrale, aver già individuato preventivamente le zone dove sistemarle e avere già predisposti i punti d’allaccio alle utenze). Contemporaneamente proponiamo che si incentivi un processo di educazione al rischio nei territori vulnerabili (per ridurre del 20% – 50% le morti generate da eventi disastrosi) attuando alcune buone pratiche di prevenzione, tra cui: coinvolgimento delle popolazioni nella preparazione e diffusione dei piani di protezione civile, trasparenza e comunicazione sulla sicurezza sismica degli edifici pubblici, segnalazione delle aree di sicurezza, progettazione di piani di sviluppo del territorio che tengano conto del rischio e coinvolgano attivamente la comunità locale.

Continua la lettura su Pressenza


Fonte: Pressenza


Autore: 
Il Cambiamento

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.


Articolo tratto interamente da Pressenza


martedì 18 aprile 2017

Siamo uomini o caporali?


"L'umanità io l'ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell'ombra grigia di un'esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l'autorità, l'abilità o l'intelligenza, ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque."

Totò (Antonio De Curtis)

Tratto dal film Siamo uomini o caporali?

Post originale 16 GIUGNO 2016


Giorno e notte nel parco statale del deserto di Anza-Borrego (California)

Day and Night In Anza-Borrego Desert State Park from Kevin Slworking on Vimeo.

Photo e video credit Kevin Slworking caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Padule di Fucecchio

Padule Fucecchio (Italy) - Magic mirror HD from Jacopo Bellomo on Vimeo.

Photo e video credit Jacopo Bellomo caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Il referendum ha diviso la Turchia



Articolo da Altrenotizie

Il margine di vittoria minimo registrato dal “sì” nel referendum costituzionale in Turchia di domenica scorsa ha rappresentato con ogni probabilità una certa delusione per il presidente Erdogan, al quale, in ogni caso, è stata consegnata la possibilità di trasformare la democrazia parlamentare del suo paese in un sistema dai connotati marcatamente autoritari.

Se Erdogan ha comunque incassato un successo che riteneva fondamentale per le sue ambizioni e il suo progetto politico, nondimeno il 51,4% dei favorevoli alla proposta di stravolgimento della costituzione avanzata dal suo partito (AKP) conferma la realtà di una Turchia profondamente divisa, principalmente proprio a causa del suo presidente.

Come avevano confermato le numerose proteste popolari contro il governo di Erdogan e dei suoi primi ministri a partire da quelle del 2013, esplose attorno a un controverso progetto edilizio a Istanbul, soprattutto nelle aree urbane turche continua a essere forte il malcontento nei confronti dell’AKP. Il sostegno al referendum costituzionale è arrivato infatti dalle aree rurali e più conservatrici della Turchia. Le principali metropoli – Istanbul, Ankara, Izmir – hanno visto invece prevalere il “no”, talvolta nettamente, così come in alcune città industriali, a cominciare da Bursa.

Subito dopo la diffusione dei primi dati, i principali partiti di opposizione, come il kemalista CHP e l’HDP curdo, hanno denunciato brogli diffusi che avrebbero influito in maniera decisiva sull’esito del voto. L’Alta Commissione Elettorale ha ad esempio ammesso che molte schede sono state distribuite ai votanti nonostante fossero sprovviste del timbro ufficiale della stessa commissione, previsto dalla legge turca. Queste schede, per l’Alta Commissione, sono però da considerarsi valide, a meno che non venga provata l’esistenza di una qualche frode elettorale.

Gli osservatori internazionali dell’OSCE, da parte loro, pur non riscontrando episodi particolarmente gravi nella giornata di domenica, hanno evidenziato come il voto non abbia rispettato gli “standard internazionali”. Soprattutto, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa ha evidenziato come il referendum si sia svolto “in un clima politico nel quale le libertà fondamentali ed essenziali di un processo autenticamente democratico sono risultate ridotte”.

Inoltre, le due parti – i sostenitori del “sì” e quelli del “no” – “non hanno avuto le stesse opportunità di far sentire le proprie ragioni agli elettori”. La drastica limitazione degli spazi concessi dal governo agli oppositori delle modifiche costituzionali ha probabilmente influito in maniera decisiva sull’esito del voto. Erdogan stesso ha fatto campagna elettorale attiva per il “sì” al referendum, giungendo spesso a bollare come poco meno di “traditori” o “terroristi” i contrari al suo progetto autoritario.

Fino a poche settimane prima dell’appuntamento con le urne, svariati sondaggi indicavano come fosse il “no” ad avere un leggero margine di vantaggio, ma alla vigilia del voto gli equilibri sembravano essersi consolidati a favore di Erdogan.

Oltre che a questi metodi e a possibili brogli, il presidente turco, il quale può comunque contare su un ampio consenso in Turchia, si è assicurato la maggioranza dei votanti anche in un altro modo. A fare spostare verso il “sì” un certo numero di elettori, verosimilmente tra quelli gravitanti attorno all’AKP, è stata anche la strategia di Erdogan di presentare il suo governo e l’intero paese come vittime delle manovre delle potenze occidentali.

Continua la lettura su Altrenotizie


Fonte: Altrenotizie

Autore: 
Michele Paris
Licenza: Creative Commons (non specificata la versione


Articolo tratto interamente da Altrenotizie.org 


18 aprile 1906 – Stati Uniti: un terremoto di magnitudo 8,3 distrugge la città di San Francisco



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il terremoto di San Francisco fu un sisma violento che colpì la città di San Francisco (Stati Uniti) la mattina del 18 aprile 1906. Il terremoto fu di magnitudo 8.3, il suo epicentro secondo gli esperti era posizionato sulla costa di Daly City a sud-est della città di San Francisco.

Le scosse iniziarono alle 5:12 del mattino al largo della Faglia di Sant'Andrea e furono percepite su tutta la costa del Pacifico dall'Oregon fino a Los Angeles e nell'interno fino al Nevada. Come successe per il grande Terremoto del Kanto, che distrusse Tokyo e Yokohama in Giappone il 1º settembre 1923, la maggior parte delle morti e dei danni alla città furono causati dall'incendio che scoppiò in seguito al terremoto, piuttosto che dal terremoto stesso.

Al principio si contarono 478 morti, ma in seguito si scoprì che il disastro fu molto più grande e che fu sottostimato dalle autorità dell'epoca, specialmente per quanto riguarda l'area dove viveva la popolazione cinese. La cifra approssimativa che più si avvicina alla realtà è quella di almeno tremila deceduti, la maggior parte all'interno della città di San Francisco, mentre altri 189 morti furono registrati nel resto della Baia di San Francisco. Altre città che furono colpite da questo terremoto furono Santa Rosa, San Jose e l'area circostante l'Università di Stanford.

Si calcola che fra le 225.000 e le 300.000 persone persero l'alloggio su un totale di 400.000 abitanti. La metà si rifugiò sull'altro lato della baia di Oakland.

Continua la lettura su Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.



Proverbio del giorno


Un buon principio va sempre a buon fine.


venerdì 14 aprile 2017

Una pace permanente



"Non credere alla possibilità di una pace permanente vuol dire non credere alla santità della natura umana. I metodi adottati finora sono falliti perché è mancato un minimo di sincerità da parte di coloro che ci si sono provati. Ma essi non s'accorsero di questa mancanza. La Pace non si ottiene con un parziale adempimento delle condizioni, così come una combinazione chimica è impossibile senza l'osservanza completa delle condizioni necessarie per ottenerla. Se i capi riconosciuti dell'Umanità che controllano gli strumenti di distruzione rinunciassero completamente al loro uso, con piena conoscenza delle relative implicazioni, si potrebbe ottenere la pace permanente. Questo è evidentemente impossibile, se le grandi potenze della terra non rinunciano al loro programma imperialistico. E questo sembra a sua volta impossibile, se le grandi nazioni non cessano di credere nella competizione che uccide l'anima e di desiderare la moltiplicazione dei bisogni e, quindi, l'accrescimento dei beni materiali."    

Mahatma Gandhi


Pollice su e giù della settimana


Tumori: realizzata la molecola che distrugge le cellule malate tratto da Scienzenotizie.it





Corea del Nord, Nbc: “Usa pronti a raid”. Pyongyang: “Pronti alla guerra se vogliono”. Cina: “Atmosfera pericolosa” tratto da Il Fatto Quotidiano







giovedì 13 aprile 2017

Rami di pesco di Ada Negri


Rami di pesco

Ferma al quadrivio, mentre piove e spiove
sotto l’aspro alternar delle ventate
chiaccianti come fruste sulle facce
di chi va, di chi viene, una vecchietta
vende rami di pesco.
O primavera
per pochi soldi! O riso, o tremolìo
di stelle rosee su bagnate pietre!

Scompare agli occhi miei la strada urbana
con fango e folla e strider di convogli
sulle rotaie, e saettar nemico
d’automobili in corsa. Ecco, e in un campo
mi trovo: è verde, di frumento appena
sorto dal suolo: pioppi e gelsi intorno
con la promessa delle fronde al sommo
dei rami avvolti in una nebbia d’oro:
e peschi: oh, lievi, oh, gracili, d’un rosa
che non è della terra: ch'è di tuniche
d’angeli, scesi a benedire i primi
germogli, e pronti, a un alito di brezza,
a rivolar da nube a nube in cielo.

Ada Negri 



Camminando per le strade di Roma

ROMA from L'oeil d'Eos on Vimeo.

Photo e video credit L'oeil d'Eos caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Frammenti d'Italia

Fragments of Italy from PJ Accetturo on Vimeo.

Photo e video credit PJ Accetturo caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


mercoledì 12 aprile 2017

Citazione del giorno



"Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini."

Juri Gagarin





martedì 11 aprile 2017

Voglio ricordare i profili sociali di questo blog

Queste sono le pagine sociali del blog in diversi servizi web. Trovate Web sul blog ai seguenti link (cliccate su per accedere):
















Se vi piace questo blog aiutatelo a crescere, diffondete anche ai vostri amici i miei link. Grazie a tutti per la vostra fiducia.

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere...



"A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che "ogni straniero è nemico". Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo."

Primo Levi

Tratto da Se questo è un uomo di Primo Levi



La speranza di vita media degli italiani è diminuita


Articolo da PensioniOggi
I dati contenuti nel Rapporto Osservasalute pubblicato dall’Università Cattolica di Roma fotografa lo stato di salute della popolazione nel 2015. 
L’Italia è sempre più un paese per anziani ma la speranza di vita è in progressiva diminuzione rispetto al passato.E’ questa la fotografia scattata dal rapporto Osservasalute 2016 sullo stato di salute della popolazione e sull’assistenza sanitaria nelle regioni italiane, pubblicato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane dell’Università Cattolica di Roma, presentato ieri al Policlinico universitario Agostino Gemelli.


Si riduce l’aspettativa di vita

La distanza della durata media della vita di donne e uomini si sta sempre più riducendo anche se, comunque, è ancora fortemente a favore delle donne (+4,5 anni nel 2015 contro +4,9 anni nel 2011) con evidenti disparità territoriali. Se nel 2015 in Italia ogni cittadino può sperare di vivere mediamente 82,3 anni (uomini 80,1, donne 84,6), nella Provincia autonoma di Trento la sopravvivenza sale a 83,5 anni (uomini 81,2, donne 85,8), mentre un cittadino che risiede in Campania ha un’aspettativa di vita di soli 80,5 anni (uomini 78,3, donne 82,8). Inoltre, il Mezzogiorno resta indietro anche sul fronte della riduzione della mortalità. Negli ultimi 15 anni è diminuita in tutto il Paese, ma tale riduzione, soprattutto per gli uomini, è stata del 27% al Nord, del 22% al Centro e del 20% al Sud e Isole. E ancora, analizzando la mortalità sotto i 70 anni, si osserva che i divari territoriali seguono un trend in crescita. Dal 1995 al 2013, rispetto alla media nazionale, nel Nord la mortalità under 70 è in diminuzione in quasi tutte le regioni (fanno eccezione Pa di Trento e Liguria); nelle regioni del Centro si mantiene sotto il valore nazionale con un trend per lo più stazionario (a eccezione del Lazio dove la mortalità è aumentata); nelle regioni del Mezzogiorno il trend è in sensibile aumento, facendo perdere ai cittadini di questa area del Paese i guadagni maturati nell’immediato dopoguerra. 


Le evidenti disparità di salute – si legge ancora nel Rapporto Osservasalute – potrebbero anche essere una conseguenza delle politiche e delle scelte allocative delle Regioni: per esempio, gli screening oncologici coprono la quasi totalità della popolazione in Lombardia, ma appena il 30% dei residenti in Calabria. La carenza di risorse, comunque, non basta a spiegare le differenze tra Nord-Sud e Isole del nostro Paese; infatti, osservando l’indicatore sulle risorse disponibili in termini di finanziamento pro capite, emerge che molte Regioni del Nord migliorano la loro performance senza aumentare la spesa. Per contro, alcune Regioni del Mezzogiorno, alle quali si aggiunge il Lazio, peggiorano la performance pur aumentando le risorse disponibili rispetto al dato nazionale. Nel nostro Paese, complice anche l’invecchiamento della popolazione, sono in aumento poi le malattie croniche, che riguardano quasi 4 italiani su 10, pari a circa 23,6 milioni. Secondo i dati Istat nel 2016 il 39,1% dei residenti in Italia dichiarava di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche contro il 38% del 2013.

Continua la lettura su PensioniOggi

Fonte: PensioniOggi

Autore: redazione PensioniOggi


Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Articolo tratto interamente da 
PensioniOggi