martedì 10 dicembre 2013

Ferrovie: la classifica delle peggiori d’Italia

Naples circumvesuviana

Articolo da Fanpage.it
 
Qualcuno, forse, prima di leggere la classifica delle dieci peggiori tratte ferroviarie italiane usate dai pendolari, avrà pensato di trovarci quasi certamente la “propria”, quella utilizzata ogni giorno per andare, magari, a lavorare o a scuola. Se non c'è, è solo una conferma che la situazione nel nostro Paese è davvero complicata quando si parla di trasporti. Certo è che, da Nord a Sud, il minimo comune denominatore del triste elenco pubblicato oggi da Legambiente è il fatto che tutte – ma proprio tutte – le Regioni italiane hanno tagliato i propri servizi ferroviari e, contemporaneamente, hanno applicato dei significativi quanto incomprensibili aumenti ai costi dei biglietti. L'associazione ambientalista italiana ha stilato, dunque, questa poca invidiabile classifica, partendo dalle lamentele dei passeggeri: corse soppresse, ritardi, disorganizzazione, sporcizia, sovraffollamento e prezzi aumentati. “È una vera e propria emergenza nazionale, ma la politica non sembra intenzionata a occuparsene– commenta il vice presidente di Legambiente, Edoardo Zanchini-. La situazione è spesso disperata, con le condizioni peggiori in Campania, Veneto, Piemonte, Lazio. Gli stanziamenti erogati dalle Regioni per questo servizio siano talmente risibili da non arrivare in media nemmeno allo 0,4% dei bilanci”. Tra il 2011 e il 2013 – spiega il rapporto – il taglio ai servizi ferroviari è stati pari al 21% in Abruzzo e Liguria, al 19% in Campania. Il record di aumento del costo dei biglietti dal 2011 ad oggi è stato in Piemonte con più 47%; in Liguria del 41%, in Abruzzo e Umbria del 25%.

Le 10 peggiori linee ferroviarie italiane- La Circumvesuviana,”autentica vergogna italiana”, la Roma Nettuno e i suoi 400 minuti di ritardo totalizzati in un mese, le 13 linee ferroviarie pendolari tagliate a Torino, “autentica beffa per i pendolari piemontesi”; e ancora la Padova-Calalzo, la Potenza-Salerno  e Siracusa-Ragusa-Gela sono alcune delle tratte più mal funzionanti individuate da Pendolaria, la campagna promossa Legambiente per redigere il rapporto e vicina ai diritti dei 3 milioni di pendolari che ogni giorno si sposta in treno. Andare a lavorare diventa sempre più difficile, “eppure di quella che è una vera e propria emergenza nazionale, la politica non sembra intenzionata a occuparsi – dichiara il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – Negli ultimi anni il servizio in larga parte delle Regioni è andato peggiorando per la riduzione delle risorse e l’incertezza sul futuro, per cui i treni sono sempre più affollati, spesso in ritardo e con le solite vecchie carrozze”.

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Fonte: Fanpage.it

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