giovedì 6 giugno 2013

District 9: recensione del film

District 9 Movie

District 9 è un film del 2009 diretto da Neill Blomkamp, co-sceneggiato in collaborazione con Terri Tatchell e prodotto da Peter Jackson.

Trama

Sudafrica, anno 1982. Un'enorme nave spaziale aliena si staglia nei cieli di Johannesburg, dove rimane per settimane, immobile, senza dare segni di vita. Verosimilmente, l'astronave aliena non è in grado di ripartire, a seguito di ciò gli uomini del governo sudafricano, snervati dall'attesa, incaricano una squadra d'esplorazione di andare ad ispezionare il relitto in cerca di risposte. All'interno della nave viene rinvenuta una colonia di esseri artropoidi allo sbando, sporchi, spossati e denutriti che vengono condotti in salvo sulla terraferma. Col passare del tempo la convivenza tra esseri umani e alieni si fa sempre più difficile. Gli alieni, incompresi e malvisti dalla popolazione locale, vengono isolati in un campo profughi denominato "Distretto 9", dove rimarranno segregati in regime di apartheid per i successivi vent'anni.
Gli alieni vengono denominati formalmente "non-umani", mentre sono chiamati colloquialmente, e in modo dispregiativo "Gamberoni". In originale, il termine è prawns, soprannome di un grosso insetto sudafricano, tipico dei sobborghi di Johannesburg, considerato infestante, e così chiamato per via della somiglianza fisica all'omonimo animale marino. L'insetto è stato oggetto di numerose leggende urbane, per le strane e improvvise modalità di comparsa, nel 1960, e per la sua etologia, a cui si ispireranno moltissimi parallelismi nel film. Gli alieni vengono controllati dalla Multi-National United (MNU), una compagnia multinazionale che studia il modo di sfruttarne l'avanzata tecnologia e la potente attrezzatura bellica, non utilizzabile dagli umani in quanto ad attivazione specie-specifica.
Dopo varie contestazioni degli abitanti di Johannesburg per via delle continue rivolte degli esseri alieni, che non accettano di essere rinchiusi nello spazio a loro riservato, il governo sudafricano decide di spostarli in una zona franca a 240 km dalla metropoli. Per questo compito viene nominato capo squadra Wikus Van De Merwe, genero del capo della MNU. Ragazzo "per bene", ma sciocco, superficiale ed ingenuo, posizionato in un ruolo chiave solamente per la sua parentela coi vertici della multinazionale. Wikus, spinto da un forte senso del dovere, preoccupato più dai formalismi legali dell'operazione che da una sensibilità nei confronti degli extraterrestri si approccia all'inizio con gli alieni in modo formalmente pacifico, anche se in maniera piuttosto rozza. Durante le prime fasi dello sgombero arriverà a dare alle fiamme, con superficiale noncuranza, una incubatrice aliena piena di uova in via di sviluppo.



Tutte le operazioni si svolgeranno su una sottile linea di equilibrio tra un tentativo apparente di salvaguardare i diritti degli alieni ed evitarne violazioni, ed una evacuazione forzata da parte di personale fortemente militarizzato e pesantemente armato dall'approccio aggressivo.
Durante la perquisizione all'interno di una delle capanne del "Distretto 9", Wikus rinviene un cilindro metallico contenente un liquido misterioso che accidentalmente gli schizza negli occhi, provocandogli l'insorgere di strani sintomi. Giunto in ospedale per accertamenti, tali sintomi vengono identificati per ciò che sono realmente: le manifestazioni iniziali di una mutazione genetica nel DNA dell'uomo, con inserimento di geni alieni. Wikus viene subito prelevato con la forza e sottoposto ad una serie di esami invasivi da parte degli scienziati dell'MNU. È in programma una dissezione mortale per prelevare i tessuti e utilizzarli a fini bellici. Per evitare una morte certa, l'uomo decide allora di fuggire e di andare a rifugiarsi all'interno del Distretto 9. I soldati dell'MNU gli danno la caccia per stanarlo, e viene diffusa una falsa-notizia ai telegiornali, ovvero che Wikus abbia avuto dei rapporti sessuali con un alieno, solo allo scopo di farlo identificare dalle persone e catturarlo. Dunque Wikus si nasconde all'interno della comunità aliena e conosce l'alieno Christopher Johnson e il suo figlioletto, che collaboreranno con lui alla riconquista del liquido trovato dal protagonista stesso e che gli aveva causato la mutazione parziale (iniziata dall'arto superiore sinistro). Si scopre così che Christopher nasconde sotto la sua baracca il modulo di comando della nave aliena, che è riuscito a riparare dopo vent'anni di paziente lavoro. Il liquido serve a Christopher per far ripartire il modulo per tornare a casa. L'alieno promette a Wikus che, una volta tornato sulla nave madre, lo aiuterà a tornare umano.
Lo sconforto e la disperazione crescono quando Christopher, dopo aver scoperto il corpo senza vita di un suo simile ucciso dagli esperimenti in un laboratorio MNU, decide di tornare immediatamente sul suo pianeta per richiedere rinforzi nel tentativo di salvare i suoi simili, ritardando di 3 anni la cura, tanto da portare Wikus a sabotare i piani del collaboratore alieno tentando una fuga sulla navetta spaziale che questo teneva nascosta nella cantina della sua abitazione. Purtroppo la fuga fallisce miseramente e gli umani riescono quasi a distruggere la navetta.
Intanto Wikus continua la lotta contro gli umani: ad aggiungersi ci sono i nigeriani che gestiscono il mercato illecito delle armi aliene e di cibo per gatti (di cui gli alieni vanno ghiotti). Il capo dei nigeriani vuole catturare Wikus per poter mangiare il suo braccio mutato geneticamente, convinto di ricevere così la forza e i poteri alieni.
La retata dell'esercito nel Distretto 9 comporta la cattura sia di Wikus che di Christopher ma il figlio di Christopher, rimasto sulla navetta spaziale, attiva i dispositivi alieni riusciendo così a liberare entrambi: Wikus alla guida di un esoscheletro aiuta Christopher ad avvicinarsi alla navetta proteggendolo dai militari. Wikus capisce che i militari sono troppi e che stanno per sopraffarli, decide infine di restare per permettere a Christopher di scappare insieme a suo figlio. Christopher comunque riluttante nel fatto di abbandonarlo, prima di scappare con la navetta glì promette che sarebbe tornato a prenderlo entro tre anni. Accompagnata dalle urla di felicità degli umani, la nave madre abbandona l'atmosfera terrestre lasciando però a terra Wikus felice di aver aiutato il suo amico non umano nella speranza di rivederlo dopo 3 anni.
Diversi mesi dopo, di Wikus non si hanno più notizie: l'unica traccia è nelle mani della moglie Tania. La donna osserva una rosa di realizzata con pezzi di rifiuti e trovata davanti casa, ed è sicura che si tratti di un regalo di suo marito. Il film finisce con l'immagine di un alieno in mezzo a un campo che costruisce un fiorellino con alcuni rifiuti: si intuisce che sia proprio Wikus, la cui mutazione genetica è completata.

Curiosità sul film

La pellicola è basata sul cortometraggio Alive in Joburg, diretto dallo stesso Blomkamp nel 2005, e tratta in un contesto fantascientifico argomenti quali la xenofobia e la segregazione razziale, applicati dagli umani ad una popolazione di profughi alieni. Il titolo è ispirato da fatti storici avvenuti in Sudafrica durante l'apartheid in un'area residenziale di Città del Capo denominata District Six. Il personaggio di Wikus Van De Merwe rimanda a sua volta all'astronauta Caroon del film di fantascienza L'astronave atomica del dottor Quatermass del 1955, che subisce una analoga contaminazione genetica da parte di una forma di vita extraterrestre, che a partire dal braccio lo condurrà ad una mostruosa metamorfosi.
Prodotto con un budget di 30 milioni di dollari e accompagnato da una campagna virale, il film si presenta con un approccio documentaristico, con riprese simili ad interviste, approfondimenti giornalistici e video di telecamere di sorveglianza.

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Photo credit Lucius Kwok caricata su Flickr - licenza foto: Creative Commons

1 commento:

  1. Quante tragiche metafore sociali si ricavano da questo film!

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