giovedì 21 ottobre 2010

Lavandare di Giovanni Pascoli


Lavandare


Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.

E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:

Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l’aratro in mezzo alla maggese

Giovanni Pascoli

4 commenti:

  1. In montagna dove abitavo tanti anni fa c'era un lavatoio....bellissimo immaginare le donne che andavano a lavare i panni ma per fortuna esiste la LAVATRICE!

    Buona notte....ce l'ho fatta a passare ^___^

    RispondiElimina
  2. Non la ricordavo,mi ha fatto piacere rileggerla.
    Ai miei tempi imparavamo le poesie a memoria,e molte mi fanno ancora compagnia.
    Ciao e grazie per le notizie che metti a nostra disposizione.
    .

    RispondiElimina
  3. non conoscevo questa poesia,grazie di averla postata,'notte

    RispondiElimina
  4. Che raffinatezza.

    Un abbraccio forte

    RispondiElimina

I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione.